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REGIONALI |
SPESA SANITARIA, MEDICI E FARMACISTI FINISCONO NEL MIRINO DELLA FINANZ
Controlli a tappeto in tutta la Liguria
per verificare se sono stati prescritti ai pazienti farmaci non necessari
Da “Il Secolo XIX del 27 dicembre 2003
Genova Molti medici e farmacisti
liguri sono al centro di una maxi-indagine condotta dalla Guardia di Finanza
che da tempo è impegnata come polizia economica finanziaria anche nel
controllo della spesa sanitaria in Liguria. Gli investigatori delle Fiamme gialle
stanno svolgendo una serie di accertamenti che riguardano situazioni di truffa
e di falso ideologico in relazione alle prescrizioni di prodotti medicinali
non necessari.
Di queste pesanti accuse devono rispondere
tutti i sanitari che in questi ultimi mesi sono finiti al centro delle indagini
condotte dalla Finanza e che devono chiarire la loro posizione in merito ai
circostanziati casi della tristemente famosa truffa dei farmaci. Sul numero
dei presunti responsabili di questo giro tra medici e farmacisti residenti in
Liguria, alcuni dei quali sono già stati denunciati alla magistratura,
si parla di un centinaio di persone. Ma al momento non ci sono certezze su questo
numero, perché lo stesso generale Castore Palmerini, comandante regionale
della Guardia di Finanza in Liguria, si limita ad affermare: «Abbiamo
in corso delle grosse indagini nei confronti di numerosi soggetti. Per questo
motivo ritengo che non sia giusto riferire il numero di questi sanitari che
sono al centro degli accertamenti tuttora in corso. Solo quando sarà
terminato il nostro lavoro investigativo e verrà informata la magistratura
sarete messi al corrente sul numero dei medici coinvolti in questa vicenda».
Tutto è cominciato nei mesi scorsi
quando i colonnelli Renato Russo e Flavio Aniello, rispettivamente comandante
del nucleo regionale della polizia tributaria e comandante provinciale della
Guardia di Finanza hanno incaricato i loro investigatori a sviluppare gli accertamenti
sulla spesa pubblica in riferimento a quella sanitaria. Dopo che i vertici delle
Fiamme gialle sono riusciti a stipulare accordi con le Asl proprio per monitorare
questa situazione, nelle quattro province sono iniziate le indagini a carico
di alcuni medici e farmacisti in merito alle prescrizioni di prodotti farmaceutici
non dovuti. Si parla anche di interventi chirurgici eseguiti in alcune cliniche
private e pagati in nero, ma al momento queste sono solo voci trapelate negli
ambienti investigativi in attesa di circostanziate indicazioni fornite dai comandi
competenti. Gli investigatori delle Fiamme gialle hanno comunque intensificato
il lavoro nei confronti di sanitari che risiedono nelle province di Genova,
Imperia, Savona e La Spezia.
Gli accertamenti in questione hanno suscitato
una serie di polemiche da parte dei professionisti con i camici bianchi che
hanno protestato per l'accordo preso dalle Asl con i finanzieri che indagano
nei loro confronti. Ma gli investigatori delle Fiamme gialle non si sono arresi
di fronte alle contestazioni ed hanno proseguito le indagini che in diversi
casi sono già approdate nelle denunce a carico dei sanitari presunti
responsabili che sono finite sui tavoli dei magistrati inquirenti.
Ora si attende che finiscano tutte le indagini
tuttora in corso nei confronti dei numerosi medici finiti coinvolti in questi
accertamenti, perché il generale Palmerini ha preannunciato che contatterà
il comitato di coordinamento finanziario per verificare quali altri settori
delle spesa pubblica, oltre a questo sanitario, ci sono per sviluppare le indagini
alla ricerca dell'evasione fiscale.
Manlio Di Salvo
27/12/2003
LA
GUARDIA DI FINANZA ANCHE A LA SPEZIA CON CONTROLLI INTELLIGENTI
"Esenzioni
su ticket e tariffe nel mirino della Finanza
CACCIA AI
"FURBI" Dal 2004 controlli sui redditi di chi ha ottenuto agevolazioni
da enti pubblici
Da “Il Secolo XIX del 23 dicembre 2003, edizione di La Spezia
La spesa pubblica finisce nel
mirino della Guardia di finanza. Dal prossimo anno le Fiamme gialle controlleranno
tutte le prestazioni a tariffe agevolate erogate dagli enti pubblici dell'intera
provincia. Chi ha chiesto l'esenzione dal ticket sanitario dichiarando un reddito
basso, chi ha avuto sconti sul buono pasto del figlio nella mensa scolastica,
riduzioni sulla tariffa di trasporto con lo scuola bus o altre agevolazioni
da enti locali che gli hanno riconosciuto tariffe più basse rispetto
agli altri cittadini o comunque contributi per le sue difficoltà economiche,
finirà sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri che, partendo dall'autocertificazione
con la quale il richiedente ha ottenuto la prestazione a tariffa agevolata,
indagheranno sulle sue disponibilità economiche per accertare la veridicità
della sua dichiarazione.
Il primo controllo verrà effettuato
sull'esenzione dal ticket grazie a una convenzione sottoscritta con la direzione
dell'Asl 5 che ha dato incarico agli uomini delle Fiamme gialle praticamente
di controllare tutti i suoi settori di spesa. Nel mirino finirà in primo
luogo la spesa farmaceutica con controlli ai medici e alle farmacie per individuare
abusi, evasioni e sprechi.
Ma il lavoro di acquisizione dati è
iniziato anche presso alcuni enti locali: Si tratta di alcuni comuni della provincia
dai quali la Guardia di finanza si è fatta consegnare tutte le liste
degli utenti che godono di prestazioni a tariffe agevolate. Per i finanzieri
in prima battuta si tratterà di un lavoro a tavolino: a meglio, al computer,
incrociando i risultati ottenibili dalle varie banche dati a partire da quella
delle imposte dirette dove vengono conservate tutte le dichiarazioni dei redditi.
Per praticare sconti nelle tariffe gli
enti locali si accontentano di una autocertificazione nella quale chi firma
attesta di non avere redditi superiori a un certo importo e quindi di essere
nelle condizioni di poterne beneficiare di sconti. Niente di più: l'ente
pubblico non chiede neppure una fotocopia dell'ultimo modello 730 o 740. La
Finanza andrà a verificare le dichiarazioni dei redditi ma, a campione,
non si limiterà solo a questo: eseguirà anche delle indagini patrimoniali.
Le sorprese potrebbero non mancare: in
un precedente lavoro eseguito a carico di studenti universitari in una città
del centro Italia «sono uscite delle cose che potrei definire curiose
o, se preferite inquietanti», ha spiegato ieri il colonnello Antonio D'Agostino.
Le cose curiose, o inquietanti che dir si voglia, sono relative a famiglie benestanti
che godevano di tariffe agevolate mentre in realtà avevano un elevato
tenore di vita. Chissà che non succeda anche nello Spezzino.
Riccardo Bonvicini
23/12/200"
DISSOCIAZIONE DELL'ACCORDO REGIONALE CON LE PUBBLICHE ASSISTENZE
Il 31 dicembre 2002 è
scaduto l’accordo tra la Regione Liguria e le Pubbliche Assistenze inerente
i servizi di urgenza ed emergenza e anche i servizi di trasporto ordinari programmati
territoriali per i cittadini liguri “non deambulanti”. Il 20 novembre
2003 con la delibera n° 1446, la Giunta Regionale Ligure ha recepito, dopo
undici mesi dall’avvio delle trattative, l’accordo tra la stessa
Regione le ASL, le AO e le Associazioni di Volontariato.
Le richieste di trasporti programmati territoriali
erano e sono prescritte prevalentemente dai medici di famiglia ed autorizzate
dai funzionari asl secondo modalità e criteri differenti da asl a asl
e addirittura da distratto a distretto. Le asl liguri hanno sempre giudicato
la spesa per i trasporti programmati prescritti dai medici di famiglia eccessiva.
La Fimmg Regionale, tramite un suo incaricato,
in questi mesi di duro lavoro della comissione, ha proposto alcune osservazioni
e la propria collaborazione a studiare assieme alla Regione un accordo da inserire
nella convenzione stessa al fine di ottimizzare il servizio di trasporto programmato
territoriale e di uniformare la procedura di concedibilità del servizio
stesso.
Purtroppo così non è stato.
L’articolo 23 della delibera addossa ai MMG responsabilità, modalità
prescrittive e modulistiche le quali noi non abbiamo concordato.
Il Consiglio Regionale della Fimmg, tenutosi
il 18 dicembre us, ha ritenuto nella tutela dei propri iscritti e anche nell’impossibilità
di dare un servizio migliore al Cittadino ligure di non condividere tale delibera.
Nella richiesta di tale servizio, d’ora
in poi, i MMG si atterranno scrupolosamente al DPR 270/2000 art. 37 comma 10
: “Il modulario del SSN è utilizzato anche per le richieste di
trasporto sanitario in autoambulanza sulle quali il medico annota la diagnosi
del soggetto.”
Mario Pallavicino
Testo della lettera inviata dalla FIMMG Liguria a:
Genova, 22 dicembre 2003-12-22
Prot: N°. 5500/mp/ps
Egr. Dott. Sandro Biasotti
Presidente Regione Liguria
Egr. Ing. Roberto Levaggi
Assessore alla Sanità Regione Ligurua
e.p.c. al Dott. Giuseppe Basso
al Dott. Sergio Vigna
al Sig. Giuseppe Grezzi
ai Sig.ri Direttori Generali delle AASSLL Liguri
al Tribunale per i diritti del malato
alla Sig.ra Maria Ghighine Confederazione dei
centri liguri per la tutela dei diritti del malato
a ANPAS
a CIPAS
a CRI
Oggetto: Delibera regionale n°1446 del 20 novembre 2003
Il Consiglio Regionale della
FIMMG, riunito a Genova il 18 dicembre us, esaminata la delibera in oggetto
ritiene la stessa, ed in particolare l’art. 23, non condivisibile dalla
categoria dei medici di medicina generale. Tale accordo non contiene le proposte
fatte , a suo tempo, dalla FIMMG alla Commissione preposta e non riporta nemmeno
la firma del Delegato FIMMG all’accordo stesso.
Pertanto i medici aderenti alla FIMMG si
atterranno a quanto previsto dal DPR n°270/2000 all’art.37 comma 10
(diagnosi e trasporto).
Distinti saluti
Il Segretario Regionale
Dr. Francesco Prete
La protesta da gennaio. Trattative a Roma per il nodo della privacy Sfida in Liguria alle nuove norme sulle prescrizioni
Da "Il Secolo XIX del 19 dicembre 2003" prima pagina
Genova L'assemblea ligure della
Federazione dei medici di medicina generale ha deciso un'azione di disobbedienza
civile di fronte alle nuove regole seguite agli accordi tra le Asl e la Guardia
di finanza. La protesta, scelta per colpire le strutture pubbliche e non certo
i pazienti, verrà attuata dal 1° gennaio se non verranno cambiate
le nuove norme sulle prescrizioni e accettate le richieste dei medici di famiglia.
Intanto si tratta a Roma col Garante per
sbloccare la questione relativa alla privacy mentre un pool di legali sta preparando
i ricorsi ai tribunali amministrativi di tutte le regioni, Liguria compresa.
ferrera@ilsecoloxix.it
Giacomo Ferrera
ELEZIONI DEI RAPPRESENTANTI MMG A LEVELLO DISTRETTUALE ASL3
Cari colleghi,
vi ricordo che sabato 20 dicembre,dalle
ore 9,00 alle ore 13,00, presso tutte le sedi di Distretto, saranno attivate
le elezioni dei due medici di medicina generale che entreranno a far parte dell'Ufficio
di Coordinamento distrettuale.
Tale obbligo, previsto dalla nostra convenzione
270/00, sancisce il vero inizio delle attività distrettuali e con questo
atto la nostra categoria acquista un peso "politico" e decisionale
sino ad ora mai compiutamente espresso.
Rinnovo a tutti i colleghi l'invito a recarsi
a votare per dare prova di buona volontà a collaborare con le istituzioni
ma, soprattutto, ad esprimere piena disponibilità ad aiutare i colleghi
eletti nel loro futuro impegno.
Auguri di Buone Feste.
Angelo Canepa
COMUNICATO STAMPA: CONSIGLIO REGIONALE FIMMG
Mentre a Roma un pool qualificato
di legali sta mettendo a punto ricorsi nei confronti della nuova normativa la
FIMMG regionale ligure ha oggi, nel corso di una riunione tenutasi a Genova,
presenti tutti i segretari provinciali , deciso un’azione di disobbedienza
civile a partire dal primo gennaio 2004. Come si ricorderà il combinato
dell’articolo 50 della Finanziaria e delle nuove norme sulla Privacy costringerebbero
i pazienti a dotarsi di una tessera magnetica, detta Tessera del Cittadino che
contiene il codice fiscale sotto forma di codice a barre. Questo documento sarebbe
l’unico a consentire la prescrizione di farmaci o esami o ricoveri. Il
codice a barre dovrebbe essere riportato a cura del medico su ogni ricetta con
un apposito adesivo (pecetta) in modo da garantire l’anonimato. Il farmacista
o qualsiasi struttura sanitaria di secondo livello dovrebbe poi verificare la
corrispondenza tra il codice alle mani del cittadino e quello riportato sulla
prescrizione. In caso di mancata corrispondenza, il farmaco o la prestazione
diventerebbero a pagamento per il cittadino. Contemporaneamente tutti i dati
verrebbero trasmessi al Ministero delle Finanze per il monitoraggio della spesa.
“ Non ci preoccupano i controlli – afferma Francesco Prete, segretario
regionale ligure della FIMMG – ci preoccupa la impossibilità di
rinnovare le prescrizioni ai pazienti anziani ed ai cronici che, data la complessità
della procedura, dovrebbero recarsi personalmente in ambulatorio per ogni ricetta
in quanto il rendere anonima ogni prescrizione ne impedisce la consegna attraverso
il personale di segreteria degli studi. Il nostro Segretario nazionale ha a
suo tempo suggerito di dotare i pazienti che sentano quest’esigenza di
tutela dei loro dati di tagliandi adatti allo scopo, senza costringere la generalità
dei cittadini a sopportare inutili disagi. Temo che gli interessi delle ditte
produttrici di tutte le apparecchiature necessarie a far funzionale questo enorme
“grande fratello” abbiano avuto il sopravvento ma noi medici difendiamo
la nostra professionalità ed i nostri pazienti sui quali sta per abbattersi
l’ennesima complicazione burocratica (che costerà allo stato cinquanta
milioni di euro all’anno per tre anni) voluta da persone che evidentemente
non hanno mai messo piede in uno dei nostri ambulatori. La protesta verrà
portata a conoscenza di tutti i cittadini liguri attraverso manifesti affissi
negli studi. Sarebbe sufficiente uno slittamento dell’entrata in vigore
di queste norme in modo da valutarne con sperimentazioni locali la effettiva
utilità.
E’ stato inoltre chiesto un incontro
urgente con l’Assessore alla sanità regionale per trovare soluzioni
a questo nuovo rompicapo burocratico”
Francesco Prete
Segretario regionale ligure della FIMMG
I MEDICI DI FAMIGLIA REAGISCONO «FAREMO DISOBBEDIENZA CIVILE»
L'assemblea ha deciso il boicottaggio dell'accordo tra Asl 4 e Finanza per il controllo sulle prescrizioni
Da "Il Secolo XIX edizione Levante del 18 dicembre 2003"
L'assemblea dei medici di medicina
generale che fanno capo all'Asl 4 Chiavarese si è svolta, puntuale a
affollata, nella sala Punto d'Incontro della Coop di Sestri Levante. Si trattava
di discutere quali reazioni adottare contro l'accordo che sta per essere raggiunto
tra l'Asl del direttore generale Giorgio Martiny e la guardia di finanza sul
controllo delle prescrizioni farmaceutiche e le prestazioni sanitarie.
Obiettivo dei medici di medicina generale
era boicottare tale forma di militarizzazione della sanità voluta da
Tremonti senza scaricarne sui cittadini le conseguenze. L'obiettivo è
stato raggiunto solamente in parte. Dal primo gennaio sarà molto difficile
per i pazienti ottenere un rinnovo delle prescrizioni del loro medico curante:
questo è emerso dall'attento esame incrociato tra Finanziaria e nuove
norme sulla privacy.
Sarà necessario che ogni abitante
della Asl Chiavarese si doti di una tessera magnetica (denominata tessera del
cittadino) che riporta il numero di codice fiscale sotto forma di codice a barre,
che il medico di famiglia dovrà riportare con un'apposita apparecchiatura
elettronica fornita dal ministero delle finanze su ogni prescrizione.
Insomma, con un'apposita pecetta, verranno
coperti tutti i dati sensibili in maniera da garantire l'anonimato. A questo
punto il malato si recherà in farmacia dove la ricetta (e la pecetta)
verrà letta da una macchina che verifica la corrispondenza tra il codice
a barre e quello apposto sulla tessera. Contemporaneamente un lettore ottico
invierà al ministero delle finanze il contenuto della prescrizione per
i previsti controlli da parte della guardia di finanza, controlli che costeranno
50 milioni di euro all'anno per tre anni.
Insomma, siamo alla follia. «La farraginosità
di questa procedura renderà pressoché impossibile il rinnovo delle
prescrizioni ai pazienti con patologie croniche se non in presenza dell'interessato
o di un suo delegato - ha commentato il dottor Francesco Prete, segretario ligure
della Federeazione dei medici di medicina generale - Per non parlare dell'enorme
fardello burocratico che ormai pesa come un macigno sull'attività dei
medici di famiglia».
Contro queste disposizioni la categoria
ha deciso di non scendere in sciopero proprio per non aggiungere il danno alla
beffa nei confronti di chi è malato. Verrà tuttavia attuata una
vera e propria disobbedienza civile, ovvero il rifiuto di applicare queste norme
«decise, evidentemente, da chi ha la fortuna di non dover mai frequentare
un ambulatorio».
Oggi tutte le sezioni provinciali della
Federazione italiana del medici di medicina generale della Liguria si incontreranno
per aderire all'iniziativa. «A livello nazionale conclude Francesco Prete
- sono già pronti tutti i ricorsi legali per arginare questa follia».
ferrera@ilsecoloxix.it
Giacomo Ferrera
18/12/2003
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE BIASOTTI
Al Sig. Presidente
Regione Liguria
e p.c.
Al Sig. Assessore alla Sanità
Regione Liguria
I medici di famiglia hanno sfogliato
con interesse il fascicolo che un quotidiano ha distribuito il giorno 15 Dicembre
in tutta la Liguria. Poiché il titolo era “ La Sanità in
Liguria” si aspettavano che ci sarebbe stata anche un capitolo dedicato
a loro. Purtroppo hanno dovuto constatare che la Sanità è fatta
solo di Ospedali e di Università. A dire il vero qualche dubbio di non
essere troppo considerati lo avevano già avuto, visto il totale disinteresse
che la Regione dimostra nei confronti delle loro proposte al tavolo di trattativa
regionale (pensi che dopo tre anni ancora non ci è stato autorizzato
un modulo per uniformarci alla legge sulla privacy in maniera uguale su tutto
il territorio regionale). Sfogliando il fascicolo ci siamo resi conto che una
capillare informazione è certamente utile ai cittadini. Provi ora ad
immaginare cosa accadrebbe se ognuno di essi cercasse di accedere direttamente
ai tanti e qualificati servizi sanitari liguri senza il determinante filtro
che con la nostra opera quotidiana svolgiamo nei nostri studi e, unici in questa
particolare funzione, a domicilio dei tanti pazienti anziani che ogni giorno
hanno bisogno di un sostegno anche psicologico per affrontare gli acciacchi
dell’età e le inevitabili cronicità che si accompagnano
ad una prolungata sopravvivenza.
Sono certo che vorrà rimediare con
un altro elegante fascicolo che riporti tutti i medici di famiglia con i loro
recapiti ed i loro orari, dati questi che sono in possesso di tutte le ASL che
annualmente ne chiedono la riconferma.
Solo così il panorama della Sanità
nella nostra regione potrà considerarsi completo.
Con i migliori auguri di buon lavoro.
Francesco Prete
Segretario Regionale FIMMG
COMUNICATO STAMPA DEL SEGRETARIO REGIONALE FIMMG
Il ministro Tremonti ha deciso di militarizzare la sanità mentre il ministro Sirchia si occupa di cani e di mezze porzioni nei ristoranti senza peraltro dimenticarsi di esaltare la potabilità dei nostri acquedotti. I direttori generali delle ASL e dei grandi Ospedali stanno cominciando a rendersi conto che, di fatto, sono esautorati dai loro poteri e potrebbero consegnare le chiavi dei loro uffici ai finanzieri che peraltro sono molto preoccupati dei nuovi compiti che il governo gli ha scaraventato addosso, forse per compensare la diminuzione di carico di lavoro legato alla nota legge sulla legalizzazione del falso in bilancio. In fondo a tutta questa concatenazione ci siamo noi medici di famiglia costretti a contare le pillole di ogni confezione perché se si supererà la quantità prescritta dalla legge verremo chiamati a risponderne penalmente. Si potrà d’ora in poi criticare quel collega che metterà in atto una vera e propria medicina di difesa? “Non voglio correre rischi e così alla sig.ra Maria prescriverò un pezzo per volta, mi spiace per lei che è anziana, ma non posso certo correre il rischio di essere richiamato perché ho superato il quantitativo mensile che la nota CUF prevede per il suo farmaco”. E via avanti con tristi considerazioni di questo genere che servono solo a rovinare il rapporto di fiducia medico-paziente. Forse è proprio questo lo scopo di questo provvedimento che investe cinquanta milioni di euro all’anno per tre anni. Certo qualcuno ci guadagna: pensate solo alle apparecchiature necessarie per mettere in piedi questo “grande fratello” che è previsto dalla legge finanziaria. Ma quando il provvedimento sarà a regime sarà utile a tanti che hanno in mano il potere delle scelte economiche. Tutti i dati clinici dei cittadini italiani saranno a disposizione di quei gruppi che orientano il mercato commerciale. Intanto nella nostra regione i cittadini pagano di tasca propria oltre il 50% dei farmaci e i tickets non hanno diminuito il deficit sanitario della regione che comunque ha deciso di offrire nei prossimi giorni a tutti i dipendenti un bella cena natalizia con intrattenimento danzante con i soldi dei contribuenti. I medici di famiglia sono la categoria professionale che meglio conosce la situazione sociale ed economica degli anziani liguri e non intendono tacere di fronte a questo stato di cose. Nei nostri studi passano giornalmente oltre 100.000 persone, li informeremo capillarmente di quello che sta succedendo perché abbiamo sopportato tanto ma non che l’onestà professionale della nostra categoria venga messa in discussione. Proprio per questo motivo siamo anche disponibili a collaborare per elaborare forme di controllo veramente razionali ma non possiamo dimenticare che tutte le nostre proposte presentate in regione per il contenimento della spesa (progetto diabete, progetto ipertensione, progetto esami diagnostici) sono finite nel cassetto.
Francesco Prete
cell.3474705393
MEDICI DI FAMIGLIA VERSO LO SCIOPERO
Sanità in fibrillazione
dopo l'accordo per i controlli sulle prescrizioni dei farmaci e le spese per
le prestazioni
A Chiavari firma in vista per il protocollo Asl-Finanza
Da Il Secolo XIX del 15/12/ 2003 Edizione del levante
La firma arriverà nel
giro di pochi giorni, certamente prima di Natale. E per gli abitanti del territorio
di competenza dell'Asl 4 Chiavarese significherà il passaggio alla medicina
di difesa, ovvero al minimo delle prescrizioni che verranno controllate dalla
guardia di finanza dopo l'ufficializzazione dell'accordo.
Sabato, al convegno romano all'Eur della
Federazione dei medici di medicina generale, è stato deciso che nelle
regioni (Liguria compresa) che hanno accettato l'invito dei ministri Tremonti
e Sirchia a convenzionare le proprie Asl con le Fiamme Gialle venga presentato
ricorso al tribunale amministrativo per gravi violazioni della legge sulla privacy.
Oggi, in anteprima, si conosce l'accordo già siglato con l'Asl di Imperia
che, come anticipato dall'azienda Chiavarese, sarà il testo standard
delle convenzioni anche se i tecnici incaricati dal direttore generale Giorgio
Martiny e dal direttore sanitario Giovan Battista Arras stanno ancora valutando
alcuni aspetti al fine di perfezionarli in favore del paziente e del medico
curante.
L'impressione, tuttavia, è che si
stia andando verso un controllo militare della sanità con un risvolto
altrettanto preoccupante e cioè la creazione di un enorme flusso di dati
che un'agenzia parastatale che ha sostituito i tecnici ministeriali potrebbe
mettere a disposizione degli imprenditori per decidere le linee aziendali da
seguire. Per fare un esempio banale, se un'industria che produce plastica e
gomma saprà che si vendono più ciucci per bimbi che biberon potrà
modificare di conseguenza la propria produzione. L'onda lunga sul piano dell'economia,
a questi punti, sarebbe inarrestabile.
Non è un caso che la Fimmg abbia
detto a caratteri tondi tondi che ormai anche la sanità l'amministra
Tremonti. Ecco che dice l'accordo di Imperia. L'Asl comunicherà periodicamente
al comando provinciale della guardia di finanza i dati relativi all'andamento
della spesa sanitaria. In dettaglio, l'elenco delle strutture per la riabilitazione
con i nominativi delle persone che beneficiano del trattamento. Seguiranno le
informazioni sulle prescrizioni di medicinali che possono essere utilizzati
anche nel settore zootecnico. L'elenco dei dipendenti ospedalieri che svolgono
attività libero professionale. L'elenco di chi ha chiesto l'esenzione
per reddito dalla partecipazione alla spesa sanitaria.
C'è di più. Verranno forniti
alla Fiamme Gialle i tabulati riportanti i dati di ogni singolo medico, il tipo
di farmaci prescritti, la quantità e l'azienda produttrice. Seguirà
pure l'elenco delle consulenze esterne e - qui siamo al paradosso - ogni altro
documento utile per gli approfondimenti di tipo investigativo. «Con questa
conclusione - hanno detto i medici di medicina generale riuniti a Roma - ogni
commento è superfluo». Lo sciopero, insommaa, sembra proprio dietro
l'angolo.
ferrera@ilsecoloxix.it
Altro servizio a pagina 12
Giacomo Ferrera
15/12/200
L’ACCORDO DELLA ASL DI IMPERIA CON LA GUARDIA DI FINANZA
Medici, scattano i controlli
Ecco il testo della convenzione
tra Asl di Imperia e Finanza su prescrizione dei farmaci e prestazioni sanitarie
Da Il Secolo XIX del 15/12/2003 Pagine regionali
La categoria si ribella: «Così si militarizza la sanità
Genova Il documento riguarda
la convenzione già raggiunta e firmata dal direttore generale della Asl
di Imperia Mauro Barabino e il comandante provinciale della guardia di finanza,
colonnello Giuseppe Cuomo. Il contenuto è rimasto top secret e non ci
vuole molto a capire il perché. Genova si è già allineata.
Sulla falsariga firmeranno anche le altre Asl della Liguria.
Sono tre fogli che hanno mandato in fibrillazione
i medici di medicina generale e i medici ospedalieri che svolgono anche attività
di intramoenia, cioè all'interno delle strutture pubbliche Sabato a Roma,
alla fine del convegno nazionale della Fimmg (alla quale aderiscono la stragrande
maggioranza dei medici italiani) è stato deciso che in ogni regione dove
è stato accolto l'invito dei ministri Tremonti e Sirchia a convenzionarsi
con le Fiamme Gialle venga presentato ricorso al tribunale amministrativo per
gravi violazioni della legge sulla privacy. E lo sciopero generale della categoria
è stato solo sospeso in attesa delle assemblee nelle varie Asl. Ma tutt'altro
che annullato.
Per i medici questo tipo di accordo è
una vera e propria militarizzazione del servizio sanitario. Ecco cosa faranno
le Asl. Forniranno gli elenchi dei soggetti che fruiscono dei servzi di riabilitazione,
le informazioni concernenti la prescrizione di medicinali, gli elenchi dei dipendenti
ospedalieri che svolgono attività libero professionale, l'elenco dei
soggetti che hanno chiesto l'esenzione per reddito dalla partecipazione alla
spesa sanitaria. Ed anche le informazioni concernenti le prescrizioni di farmaci
a carico del servizio sanitario che possono essere utilizzati nel settore zootecnico.
C'è di più. Verrà
fornito alla guardia di finanza l'elenco delle consulenze esterne e - qui sta
l'aspetto più sconcertante - "ogni documento ritenuto utile per
approfondimenti di tipo investigativo".
Le aziende sanitarie, in sostanza, si impegnano
a fornire gli elementi indicativi di inefficienze, diseconomie ovvero di situazioni
potenzialmente irregolari. Come faranno gli ufficiali della guardia di finanza
a capire dove stiano le irregolarità sanitarie resta scritto nel vento.
Però il comando eseguirà riscontri diretti ad appurare la veridicità,
l'esattezza e la completezza delle informazioni ricevute. Detto in soldoni,
un malato potrà trovarsi sull'uscio di casa un finanziere che gli chiede
che farmaci assume, quanti, chi glieli ha prescritti e perché. E ne avrà"tutte
le potenzialità di indagine".
L'accordo ha validità per 36 mesi
durante i quali verrà creato un immenso flusso di dati che andranno a
pesare anche sull'economia. E non solo delle industrie farmaceutiche, ma anche
su tutti gli accessori che ruotano nel mondo della sanità, dal ciuccio
per i bimbi sino alle calze elastiche contro le vene varicose.
Per questa ragione la Federazione italiana
dei medici di medicina generale grida allo scandalo sostenendo che ormai anche
la sanità la governa il ministro Tremonti e certamente non il ministro
della salute Sirchia. Nella prossima settimana verranno indette le assemblee
dei medici delle varie Asl di Liguria e d'Italia (fa eccezione l'Abruzzo che
ha respinto al mittente la richiesta dei ministri delle finanze e della salute).
Ed è ampiamente preventivabile che si avranno i primi effetti concreti
della protesta. Ovvero lo sciopero dei medici.
ferrera@ilsecoloxix.it
Giacomo Ferrera
15/12/2003
I MEDICI DI FAMIGLIA RICORRONO AL TAR
Contro la decisione del ministro che detta nuove regole in materia di ricette e controlli da parte della finanza
da Il Secolo XIX del 14/12/2003 - Cronaca Regionale
Roma Sarà durissima la risposta della
Federazione dei medici di medicina generale alla quale fa capo la maggior parte
dei professionisti italiani e che ieri all'Eur ha riunito il consiglio nazionale
sotto la guida del segretario generale Mario Falconi. La lotta che sta per iniziare
riguarda la "militarizzazione" della sanità attraverso accordi
tra Regioni e Asl con la guardia di finanza. Ma ci sono anche le multe sino
a 70 mila euro e carcere da sei mesi a tre anni se non si osserva quanto stabilito
dalla legge sulla privacy che prevede, tra l'altro, di chiamare i pazienti per
numero e non per nome o di compilare ricette bianche senza nome e cognome.
C'è di più. In arrivo ci sono migliaia di macchinette per medici
e farmacisti con cui stampare delle pecette (codice fiscale a barre) da mettere
su ogni ricetta. Per la Federazione dei medici di medicina generale non è
molto, è troppo. In tutte le regioni che hanno aderito all'invito della
guardia di finanza inoltrato attraverso i ministri Tremonti e Sirchia, la Fimmg
si rivolgerà al tribunale amministrativo chiedendo che la convenzione
venga invalidata per diverse violazioni della legge sulla privacy. La Liguria
è tra queste, fa eccezione solamente l'Abruzzo che ha rigettato la richiesta
dei ministeri delle Finanze e della Salute.
Ieri lo sciopero annunciato dai medici di famiglia non è stato revocato
ma solo sospeso in attesa dei risultati del dibattito che verrà aperto
in tutte le aziende sanitarie d'Italia. «Proporremo ulteriori azioni di
protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto si sta tramando sulla
pelle dei cittadini - ha rivelato Francesco Prete, segretario ligure della Fimmg
- Il danno non è nostro se non si considera il carico burocratico cui
i medici sono costretti e che è diventato talmente ridondante e spesso
così stupidamente incomprensibile, da riuscire con qualche difficoltà
a credere che i ministri Tremonti e Sirchia e il garante per l'Autority Rodotà,
non arrivino a comprendere che, con le nuove ventilate norme, si mortifica di
fatto il ruolo professionale. Il danno vero è all'immagine del servizio
sanitario nazionale che vogliamo salvaguardare: cosa deve pensare un cittadino
che si vede arrivare alla porta un ufficiale dellafinanza che gli chiede quali
medicine assume, chi gliele ha prescritte e perché?».
ferrera@ilsecoloxix.it
Giacomo Ferrera
14/12/2003
La sezione Provinciale FIMMG di Imperia ha aperto il suo sito web. Auguriamo ai colleghi Imperiesi buon lavoro.
RICETTE ANONIME E "PUNZONATE" FURIBONDI I MEDICI DI FAMIGLIA
Oggi si riunisce a Roma il consiglio nazionale Fimmg. Anche i liguri contestano il ministro Sirchia
06/12/2003 - Il Secolo XIX Levante - Sezione Liguria
Militarizzazione della sanità
attraverso accordi tra Regioni e Asl con la guardia di finanza. Multe sino a
70 mila euro e carcere da sei mesi a tre anni se non si osserva quanto stabilito
dalla legge sulla privacy che prevede, tra l'altro, di chiamare i pazienti per
numero, e non per nome, o di compilare ricette bianche senza nome e cognome.
In arrivo migliaia di macchinette per medici e farmacisti con cui stampare delle
pecette (codice fiscale a barre) da mettere su ogni ricetta. Per la Federazione
dei medici di medicina generale, liguri in testa, che oggi riunirà il
consiglio nazionale all'Eur il vaso non è colmo: è traboccato.
Secondo Mario Falconi, segretario generale
nazionale della Fimmg, tutti i medici famiglia e non solo potrebbero essere
costretti ad usare, nell'esercizio professionale un, chiamiamolo così,
regalo quanto mai indesiderato, «come se non fossero bastati il cosiddetto
scellerato decreto antitruffa del ministro Sirchia (ritirato dal governo a seguito
delle proteste di tutti i medici italiani) e gli accordi che alcune Regioni
(compresa la Liguria, ndr) e aziende sanitarie hanno stipulato con la guardia
di finanza».
A tutti i medici di famiglia - anticipa
Falconi, - in ossequio alla prossima Finanziaria, verrebbe donata una macchinetta
stampa pecette contenente il codice fiscale a barre, che gli stessi dovrebbero
apporre su ogni ricetta. E tale macchinetta dovrebbero usarla sia in studio
sia al domicilio dei pazienti.
«Il carico burocratico cui i medici
sono costretti è talmente ridondante e spesso così stupidamente
incomprensibile, da riuscire con qualche difficoltà a credere che i ministri
Tremonti e Sirchia e il garante per l'Autority Rodotà, non arrivino a
comprendere che, con le nuove ventilate norme, si mortifica di fatto il ruolo
professionale dei medici, visto che si dilata a dismisura il tempo occorrente
per la compilazione delle ricette, con notevoli pericolose ricadute negative
anche per i cittadini».
«I medici giudicano positivamente
che una legge tuteli la privacy ma ricordiamo al garante dell'Autority che,
per diagnosi e cura, non può essere consentito, unico caso in Europa,
il divieto al trattamento dei dati da parte dei medici che dopo anni di battaglie
non si sentono di identificare i propri pazienti con un numero - aggiunge il
segretario della Fimmg - La compilazione di ricette bianche senza nome e cognome
rischia di creare problemi sia ai medici sia agli stessi pazienti».
Ed ecco il suggerimento che emergerà
oggi nel corso del consiglio nazionale. Al ministro della Salute Sirchia e al
garante per l'Autority Rodotà verrà consigliato di consentire,
a quei pochi cittadini che volessero oscurare il proprio nome e cognome sulla
ricetta, di poterlo fare autonomamente avendo un certo numero di pecette a disposizione.
Giacomo Ferrera
13/12/2003

Il 1° gennaio 2004 entreranno
in vigore il decreto legge 29 luglio 2003 n. 174 ed il decreto legge 30 settembre
2003 n. 269, allegato alla finanziaria. Il primo riguarda le nuove normative
sulla privacy, il secondo il monitoraggio ed il controllo della spesa sanitaria.
Le ricette di quello che rimane del Servizio Sanitario Nazionale saranno distribuite
in nome e per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dalle
ASL ai medici convenzionati, ai medici dipendenti, “in numero definito,
secondo le necessità”. Il codice a barre riportato sul ricettario
del SSN al momento della distribuzione, verrà abbinato al nome del singolo
medico.
Anche i dati anagrafici e sanitari del paziente, delle prescrizioni farmaceutiche
o delle indagini cliniche saranno ridotti a codici a barre alfanumerici.
Il Ministero dell’Economia de delle Finanze si è impegnato a dare
ad ogni medico un apparecchiatura per trasformare il codice fiscale in codice
a barre, da usarsi in studio e al domicilio del paziente.
“Nella compilazione della ricetta è sempre riportato il solo codice
fiscale dell’assistito espresso in codice a barre, in luogo del codice
sanitario”. Ogni farmacia o ente accreditato deve inoltrare per via telematica,
entro 24 ore, i dati così ridotti al Ministero dell’Economia e
delle Finanze, per monitorare in tempo reale la spesa, la congruità e
la rimborsabilità.
Vengono spontanee alcune riflessione
sul nuovo sistema di ricettazione e controllo.
Molti codici fiscali sono errati e vengono
verificati in occasione di controlli ufficiali da parte dei Comuni. Le anagrafi
comunali non sempre corrispondono alle anagrafi sanitarie delle ASL.
Molte esenzioni dal ticket sono state riviste,
aggiornate o cancellate (specialmente quelle di invalidità) dagli organi
tecnici sia delle ASL e del Ministero delle Finanze.
Esiste anche una percentuale tra il 5 e
il 7 % di cittadini che non hanno scelto il Medico di Medicina Generale o il
Pediatra di Libera Scelta.
Non tutte le regioni italiane hanno utilizzato
come codice delle esenzioni per patologia il codice ICD-9-Cm ma hanno utilizzato
codici propri.
Questo è lo scenario che ci si prospetta
dal prossimo anno.
Come prevede l’allegato alla legge
finanziaria, i ricettari verranno contingentati per ogni singolo medico in base
al numero delle scelte e alla media di prescrizioni effettuale in passato.
Le prescrizioni sanitarie, non riportando
più il nome e cognome del cittadino, ma solo il codice a barree, dovranno
essere compilate, anche per il rinnovo di terapie croniche, in presenza dell’interessato.
Dato che il ricettario del SSN è
dato ad personam, le segretarie dei medici che lavorano in medicina di gruppo
o in rete o in associazione o cambieranno modulo continuo o ricetta per ogni
singolo paziente o si dovranno adeguare con un congruo numero di stampanti in
rete.
I nostri pazienti, quando dovranno recarsi
in farmacia o presso istituti accreditati, non saranno più “il
signor Rossi o la signora Bianchi” ma il n………..
Come ultima chicca ci sarà il controllo
della guardia di finanza su tutte le prescrizioni farmaceutice
Questo è quanto….. a voi tirare
le somme!
Mario Pallavicino
ASSEMBLEA GENERALE DEI MMG DELLA ASL 4
E' indetta, per le ore 21 di
martedì 16 dicembre p.v. presso la Sala Punto d'incontro.
COOP, via E. Fico n°55 Sestri Levante
la Assemblea dei Medici di Medicina Generale convenzionati con la ASL 4 Chiavarese
con il seguente ordine del giorno:
L'invito è rivolto a tutti i colleghi MMG, si prega di non mancare
Dott. Francesco Prete
«FARMACI, I TICKET NON RIDUCONO LA SPESA SANITARIA»
Regione Indagine dei Ds
06/12/2003 - Il Secolo XIX Levante - pagina 47 - Sezione Liguria
Genova Affondo dei Ds, dati scientifici
alla mano, sulla politica dei ticket avviata dalla Regione Liguria. L'introduzione
del ticket sui farmaci «più oneroso d'Italia non è servita
a diminuire in modo sensibile la spesa sanitaria e ha prodotto grosse ingiustizie
sociali». È quanto affermano i consiglieri regionali sulla base
di un'indagine condotta dal Cer, il Centro Europa Ricerche di Roma.
Autori dell'indagine sono Pierluigi Morelli, ricercatore al Cer dal 1988 e Corrado
Pollastri, esperto in analisi microeconometriche. L'obiettivo dello studio era
analizzare gli effetti dell'introduzione del ticket regionale sulla politica
farmaceutica ligure, dopo l'eliminazione, nel gennaio 2001, del ticket nazionale.
Da un lato, hanno spiegato i ricercatori, «è diminuito il numero
delle ricette ma dall'altro è aumentato invece il costo medio lordo della
stessa ricetta, in crescita a partire dalla fine del 2002. A metà del
2002 - hanno aggiunto - il livello del ticket regionale risultava di 4 volte
superiore rispetto a quello medio nazionale e i cittadini liguri a luglio di
quest'anno sottostavano ad un ticket più che doppio rispetto alla media
dei propri connazionali».
L'ex assessore al bilancio Fulvio Vassallo ha spiegato che «la scelta
della Regione Liguria ha portato ad un calo relativo del numero di ricette prescritte
in Liguria rispetto al resto d'Italia: a marzo del 2003 infatti risultavano
diminuite solo del 5%, rispetto alla media italiana». Lo studio sottolinea
che nonostante il forte incremento del ticket regionale la Liguria presentava,
a fine giugno di quest'anno, una crescita della spesa lorda farmaceutica superiore
di 4 punti percentuali rispetto a quella italiana. Anche la spesa netta è
tornata a crescere più di quanto è avvenuto in altre regioni.
Il capogruppo Ds Paolo Perfigli, ha poi spiegato che «la manovra ha avuto
anche una forte ricaduta sociale» e che «si commenta da solo il
penultimo posto nella graduatoria delle regioni per quanto riguarda l'analisi
dei costi e dei benefici». Il ticket, rivela lo studio, «ha colpito
maggiormente le persone con redditi bassi, sulle quali ha inciso per lo 0,74%,
rispetto a quelle con redditi più alti, dove l'incidenza è stata
dello 0,10%, e gli anziani soli, che sopportano un peso della tariffa di 2,5
volte il valore medio».
Gio. M.
06/12/2003
DALLA ASL 4 AL MEDICO GLI ESAMI VANNO IN RETE
Accordo fatto: i pazienti non dovranno più ritirare i referti. Come già avviene per le prenotazioni, farà tutto lo studio
06/12/2003 - Il Secolo XIX Levante - pagina 29 - Sezione Levante
Sta per nascere un nuova forma
di personalizzazione dei pazienti che frequentano gli studi medici associati
nell'ambito dell'Asl 4 Chiavarese. La vecchia cartella clinica verrà
sostituita da un file nel personal computer del medico curante. Patologie e
terapie lo sono già, ma ci sono altre novità grazie agli accordi
appena presi. E gli aggiornamenti avverranno in tempo reale risparmiando, come
stiamo per vedere, tempo e disagi ai pazienti.
Giovedì i medici di famiglia della Federazione italiana dei medici di
medicina generale hanno raggiunto un importante accordo con l'Asl che consente
di ampliare il numero degli ambulatori dai quali è possibile effettuare
la prenotazione diretta degli esami e delle visite specialistiche. Il numero
dei medici che aderiscono a questa innovativa sperimentazione in corso da ormai
4 anni e che è unica in Italia è salito a 61 coinvolgendo quindi
oltre 75 mila cittadini residenti nel Tigullio.
Ma c'è di più. La direzione generale, della quale è responsabile
Giorgio Martiny, si è impegnata a risolvere in tempi stretti i problemi
tecnici che hanno fino ad ora impedito il ritorno dei dati per via telematica
al personal computer dello studio, procedura questa che, evitando il ritiro
da parte del paziente, eviterebbe inutili disagi avvertiti maggiormente dalla
popolazione anziana che nella Asl sfiora ormai il 30 per cento della popolazione.
«Siamo orgogliosi di questi risultati - affermano i medici Massimiliano
Atzei, Stefano Borzone, Francesco Brunetti, Mario Pallavicino, Francesco Prete
e Antonio Zampogna che componevano la delegazione - perchè questa iniziativa
rafforza il rapporto con i pazienti che si rendono conto che cerchiamo di semplificare
loro la vita. Inoltre queste cose migliorano l'immagine del sistema sanitario
nazionale che noi difendiamo».
Nel corso della trattativa si è anche esaminato un progetto di collaborazione
tra i medici di medicina generale e i medici ospedalieri per il trattamento
a domicilio dei pazienti affetti da scompenso cardiaco.
ferrera@ilsecoloxix.it
Giacomo Ferrera
06/12/2003
COMITATO AZIENDALE PERMANENTE ASL 4
Giovedì 4 dicembre i medici di famiglia della FIMMG hanno raggiunto un importante accordo con l'ASL4 che consente di ampliare il numero degli ambulatori dai quali è possibile effettuare la prenotazione diretta degli esami e delle visite specialistiche. Il numero dei MMG che aderiscono a questa innovativa sperimentazione in corso da ormai 4 anni e che è unica in Italia è salito a 61 coinvolgenfo quindi oltre 75.000 cittadini residenti nel Tigullio. Ma c'è di più: la Direzione Generale si è impegnata a risolvere in tempi stretti i problemi tecnici che hanno fino ad ora impedito il ritorno dei dati per via telematica al PC del medico, procedura questa che, evitando il ritiro da parte del paziente, eviterebbe inutili disagi avvertiti maggiormente dalla popolazione anziana che nella nostra ASL sfiora ormai il 30% della popolazione. " Siamo orgogliosi di questi risultati - affermano i MMG Atzei, Borzone, Brunetti, Pallavicino, Prete e Zampogna che componevano la delegazione - perchè questa iniziativa rafforza il rapporto con i pazienti che si rendono conto che cerchiamo di semplificare loro la vita, inoltre queste cose migliorano l'immagine del sistema sanitario nazionale che noi difendiamo". Nel corso della trattativa si è anche esaminato un progetto di collaborazione tra i MMG e gli ospedalieri per il trattamento a domicilio dei pazienti affetti da scompenso cardiaco.
La lettera che la ASL 4 ha inviato ai medici non può non meritare qualche considerazione di carattere generale. Da molti anni ormai nella sanità si tende ad amministrare con ottica ragionieristica. Ormai siamo arrivati al paradosso contenuto in un articolo della legge finanziaria in discussione in questi giorni secondo il quale, uscendo fuori da ogni paravento, è il ministero delle finanze che gestisce i controlli sulle prescrizioni di tutti i medici pubblici italiani. Ma siamo sicuri che la salute sia un bene che si può trattare in termini solo di contabilità? Come mai tutto questo accanimento sulla spesa farmaceutica mentre nessuno contesta mai la spesa per accertamenti ed esami? La realtà è molto triste: chi ha in mano le leve del potere economico non ha il coraggio civile di dire all’opinione pubblica che intende ridurre le prestazioni e scarica sul medico il compito del razionamento minacciando sanzioni economiche. In altre ASL abbiamo già assistito a questo copione ma non pensavamo di dovervi assistere anche nella nostra che, da sempre, ha goduto di un clima di buona collaborazione da parte dei medici di famiglia. I cittadini già oggi pagano di tasca propria quasi il 50% della spesa farmaceutica ma per tutta la vita hanno subito trattenute sulla loro busta paga per potersi garantire le cure quando sono necessarie. Se c’è qualche medico che prescrive farmaci inutili se ne faccia nome e cognome ma non si offenda tutta una categoria con lettere che hanno il tenore dell’ammonimento agli scolaretti indisciplinati. Qualcuno potrebbe rispondere che i farmaci più costosi potrebbero essere distribuiti direttamente dalla farmacia ospedaliera che li paga a metà prezzo e questo basterebbe già per far risparmiare cifre notevolissime. Come mai non si tenta questa strada? C’è qualche lobby molto più potente dei medici di famiglia che non deve essere toccata? Il timore della nostra categoria è che si voglia semplicemente preparare il terreno per passare ad un sistema sanitario a due velocità in cui ci sarà chi, con una assicurazione integrativa gestita dai soliti noti, avrà diritto a tutto, e chi, non potendosi permettere una nuova spesa, dovrà accontentarsi di quel che resta di un sistema sanitario che gli altri paese ci invidiavano.
Francesco Prete
Da” Medicina generale di Buongiorno Vitaminic SpA” medicinagenerale.dbounce@it.buongiorno.com
La tutela dei dati personali
in materia di sanità si arricchisce di nuovi strumenti, più pratici
ed efficaci, grazie al codice sulla privacy che sarà in vigore dal 1
gennaio 2004. Nel nuovo ordinamento si prevedono anche misure che modificano
l'organizzazione delle strutture sanitarie e non più solo principi di
carattere giuridico come faceva la legge del '96.
“Come ha spiegato il responsabile
della sanità del Garante della privacy, Riccardo Acciai, i 196 articoli
del nuovo testo legislativo prevedono modifiche sostanziali rispetto alla vecchia
legge. Ecco i punti essenziali: "Innanzitutto sarà possibile - sottolinea
Acciai - dare l'informativa e raccogliere il consenso dell'interessato con modalità
semplificate. Sarà infatti il medico di base a informare e acquisire
il consenso del paziente, valevole sia per i medici specialisti che per i farmacisti.
Con un particolare bollino sulla ricetta, il medico e il farmacista sapranno
già che l'utente è stato informato".
Ad essere modificate non sono state solo
le modalità di raccolta dei dati, ma anche quelle organizzative all'interno
delle strutture sanitarie e dello svolgimento delle prestazioni. "Per esempio
si verrà chiamati per numero e non per nome - continua Acciai - e si
dovrà rispettare una distanza di sicurezza mentre si sta in fila per
prenotare le analisi. Verranno predisposti locali idonei per i colloqui con
i pazienti e si faranno allontanare parenti ed altri soggetti estranei nel corso
della visita".
La disciplina della protezione dei dati
potrà avvalersi di un altro utile strumento, ossia la collaborazione
della Guardia di Finanzia all'attività del Garante, in base al protocollo
d'intesa siglato nel 2002. Tra i compiti del nucleo speciale per la funzione
pubblica delle fiamme gialle, ci saranno infatti il reperimento dei dati e delle
informazioni da controllare, l'assistenza al garante presso l'autorità
giudiziaria, la partecipazione alle ispezioni e l'esecuzione di indagini conoscitive
sullo stato di attuazione della legge.”
Una piccola considerazione
Per il 2004 non bastava l’Art. 49
del DL 629 allegato alla finanziaria del 30 sett 2003, ci voleva anche le nuove
legge sulla privacy riguardante la Sanità
Chi dovrà spiegare adesso alla Signora
Maria che sarà il n° 13 ed al Signor Giuseppe il n° 17.
Mario Pallavicino
ERRORI NELL’ANAGRAFICA SANITARIA DEL CUP DELLA ASL 4
Da circa due mesi alcuni Medici
di Famiglia, collegati al CUP (centro unificato prenotazioni) della ASL 4, si
sono accorti che non riuscivano più a prenotare indagini cliniche dai
propri studi per propri pazienti che usufruivano già da tempo del servizio.
La Fimmg ha invitato i colleghi collegati
al sistema OASIS della ASL ad eseguire una attenta verifica a tappeto, approfittando
anche dell’afflusso dei pazienti negli studi medici per la campagna di
vaccinazione antinfluenzale. Si è scoperto che il fenomeno non è
occasionale, che intere famiglie sono sparite da Oasis, mentre i pazienti non
hanno cambiato medico, come si poteva credere in un primo momento e che, oltre
a non poter prenotare, lo storico delle precedenti prenotazioni è sparito
dal cervellone della ASL.
I medici interessati a questa strana situazione
stanno ora controllando che i pazienti non siano stati anche cancellati dagli
elenchi dell’anagrafica sanitaria.
Francesco Prete
Mario Pallavicino
Antonio Zampogna
SOSPESO LO SCIOPERO. CONFERMATA L'ASSEMBLEA GENERALE DI LUNEDÌ 24 P.V.
Lo sciopero Nazionale del 27-28
novembre p.v. è stato sospeso e, secondo le premesse, dovrebbe attuarsi
nel breve termine l'avvio della trattativa per il rinnovo della Convenzione.
La Regione Liguria e tutte le ASL Liguri
stanno stipulando l'accordo "suggerito" dal Ministro Tremonti con
la Guardia di Finanza.
L'assemblea di lunedi' 24 novembre presso l'ex SAIWA è confermata.
La legge finanziaria ha stabilito
un vero e proprio controllo militare sulle nostre prescrizioni.
Il segretario Regionale FIMMG del Veneto
ha segnalato il sequestro del PC ad una nostra collega da parte della GdF senza
alcun mandato. E' necessaria la massima allerta per evitare la criminalizzazione
della categoria a scopo strumentale.
Francesco Prete
IMPORTANTE ACCORDO DEL COMITATO PERMANENTE REGIONALE
Nell'incontro svoltosi in Regione
oggi le delegazioni sindacali FIMMG e SNAMI hanno chiesto che, in occasione
del prossimo sciopero, viste le particolari modalità del codice di autoregolamentazione,
la trattenuta non venga effettuata per intero ma venga versato al medico che
aderisce il 40% del compenso giornaliero in considerazione del fatto che effettua
le visite urgenti e garantisce la domiciliarità delle cure. La Regione,
pur riservandosi una risposta ufficiale, ha dichiarato la propria disponibilità
sull'esempio di quanto già deliberato in altre realtà regionali.
Domani metteremo in rete un nuovo comunicato dopo la teleconferenza tra i segretari
regionali ed il segretario nazionale per un ragguaglio sull'andamento della
trattativa.
Si ricorda a tutti il particolare momento politico (controlli finanza, legge
finanziaria, ecc..) per cui si richiede la massima compattezza della categoria.
Appare chiaro che e' in atto un attacco al sistema Sanitario Nazionale. Da un
nuovo sistema con una forte impronta privatistica deriverebbero danni non solo
per i cittadini ma anche per noi operatori.
La delegazione regionale FIMMG
AD UN COLLEGA TITUBANTE SULLO SCIOPERO LA FIMMG PROVINCIALE RISPONDE
Caro collega ,
negli ultimi giorni ho chiesto ai colleghi che incontravo un loro parere sullo sciopero imminente del 27- 28 novembre e sulla loro adesione. Le risposte non sono state confortanti, molti sono perplessi sulla effettiva utilità di uno sciopero con queste modalità (e io fra questi) ma aderiranno nonostante tutto data l’importanza di mostrarci alla controparte uniti,purtroppo però tutto questo potrebbe essere vanificato dall’alte parte dei colleghi, e sono molti, che certamente non aderiranno ritenendolo inutile. La mia domanda è: non rischiamo di apparire come un gigante (… e lo siamo!) dai piedi d’argilla e fare una magra figura di fronte a coloro che invece dovremo sensibilizzare e in un certo senso piegare ai nostri voleri. Ti chiedo lumi e vorrei conoscere anche, se possibile, il parere del dott. Prete su questo rischio a cui quasi certamente andiamo incontro.
PS: non potremo in qualche modo minacciare un forma di protesta che posa in qualche modo incrementare la spesa sanitari(non so ad esempi prescrivendo farmaci corretti ma che comporterebbero una spesa maggiore per la Regione se scrivendo specialità farmaceutiche e indicando in ricetta non sostituibili con i generici.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
AM
RISPOSTA:
Carissimo Beppe,
le tue stesse perplessità
le ho avute e le ho anche io, e le ho manifestate sia a livello nazionale, regionale
e provinciale.
La Fimmg devi ammettere che si è
inventata di tutto e di più (dal Comitato in difesa del SSN con oltre
2 milioni di firme di nostri pazienti raccolte nei nostri studi e depositate
al Ministero, la catena umana che si è tenuta a Roma lunga oltre 12 Km
che ha paralizzato la città a mezzogiorno per circa 10 minuti, tutte
le sigle sindacali mediche del territorio per la prima volta unite sono riuscite
a far ritirare il decreto Sirchia, abbiamo fatto una prima giornata di sciopero
peraltro riuscitissima in tutta Italia -hanno scioperato molti più medici
di quanti fossero iscritti alla FIMMG) pur di non arrivare a questo punto. Devi
ammettere che per la prima volta tutti i sindacati medici della medicina del
territorio - Fimmg, Snami, Cumi, Sumai, Cgil, Cisl, Uil, ed anche la Cimo -
si sono confederati in una unione intersindacale in difesa del SSN.
Nella finanziaria del prossimo anno, la
quota capitaria e stata decurtata ci circa 300.000 mila lire, quindi lo Stato
verserà alle regioni non più 2.500.000 lire a cittadino ma 2.200.000
(do le cifre in lire cosi rendo meglio l'idea); la proposta della conferenza
Stato Regioni (ricordati che adesso ci sono 22 Sistemi sanitari regionali diversi
frutto della regionalizzazione) ha stabilito la normativa per il rinnovo delle
convenzioni per i medici come noi e dei contratti dei medici della dipendenza
con una regoletta semplice: tagliare del 30% i nostri emolumenti e stipendi
e, chi è disposto a lavorare di più potrebbe arrivare a malapena
in pareggio rispetto ad oggi, quindi ci dovremmo sobbarcare di nuove competenze
per poter a mala pena riuscire a guadagnare quello che prendiamo adesso.
Mettici pure la Guardia di finanza, le
ASL che non funzionano, i distretti virtuali, l'Assessorato alla Sanità
che nicchia, tu pensi che la Regione Liguria di fronte alla possibilità
di risparmiare un 30% della spesa sanitaria abbia la capacità e la voglia
di investire sul territorio, spero che tu non creda ancora a Babbo Natale.
Tieni presente che ci sono diversi modi
di protestare: lo sciopero, passare all'indiretta, usare in ricettario bianco,
tutti questi modi si ritorcono contro i nostri pazienti (che invece dobbiamo
averli come alleati) e contro di noi.
In Consiglio Provinciale del 19 pv, i colleghi
Atzei, Canepa, Stimamiglio ed io porteremo una proposta di protesta che è
molto facile da attuare, che non lede i pazienti e non intacca il nostro portafoglio,
e che se attuata su vasta scala potrebbe mettere in difficoltà tutte
le ASL facendogli lavorare come dei disperati e farli spendere qualche euro
in più.
Per correttezza non te ne parlo adesso
dovendo il consiglio ancora discuterla, olto probabilmente la illustreremo all'assemblea
che si terrà lunedì 24 pv all'ex Saiva in corso Gastaldi.
Nulla ti vieta di interpellare anche Prete,
o per telefono o per mail o di persona (tutti i giovedì mattina è
in piazza della Vittoria alla sede del sindacato.
Spero di essere stato esauriente anche
se un pò prolisso.
Ciao Mario Pallavicino
Genova, 13 novembre 2003
Prot. N. 5485/AS/ps.
Ai Sigg.ri Medici di Medicina
Generale Soci FIMMG
Sez. Prov.le di Genova
Carissimo Socio,
anche per assicurare una maggiore
tempestività nel fornirti notizie, stiamo cercando di riorganizzare ed
aggiornare gli archivi. Ti prego, quindi, di compilare il sottostante foglio
notizie e di restituirlo in Segreteria tramite lettera (Fimmg Sez. Genovese
– Piazza della Vittoria 12/20- 16121 Genova) o via Fax (010564758) o per
E-mail (genova@fimmg.org).
Potrai comunicare i dati anche per telefono (010/589891) o consegnare il foglio
in occasione della prossima riunione provinciale.
Per scaricare la scheda notizia clicca
qui (file .PDF).
Con la compilazione di questa scheda si
autorizza la Sezione Provinciale FIMMG di Genova e la FIMMG Nazionale ad essere
collegata ad inserire e sopraccitati dati nel proprio indirizzare ai sensi della
Legge 675/96.
Cordiali saluti
IL SEGRETARIO PROVINCIALE
(Dr. Francesco Prete)
E’ indetta per lunedì 24 novembre
p.v. alle ore 21, presso il Polo Didattico Biomedico
8Ex Saiwa) Corso gastaldi 161, l’ASSEMBLEA
GENERALE dei Soci Fimmg con il seguente
ORDINE DEL GIORNO
1- Mancato avvio della trattativa per il
rinnovo della Convenzione
2- Controlli sulle prescrizioni
3- Art 50 del DL 30 sett.2003 n. 269 allegato
alla finanziaria (vedi sito)
4- Sciopero del 27 e 28 novembre pv
5- Eventuali e varie
Certo della tua partecipazione in un momento
così grave per al Sanità pubblica italiana
Carissimi saluti
Il Segretario Provinciale
Dr. Francesco Prete
Qualche giornalista evidentemente
male informato ha pubblicato articoli nei quali si dice che nella prossima legge
finanziaria non ci saranno stanziamenti per la Sanità. Al solito si tratta
di persone in malafede e cercherò di dimostrarvelo. L’articolo
50 della legge che e’ attualmente in discussione è intitolato “Disposizioni
in materia di monitoraggio della spesa nel settore sanitario e di appropriatezza
delle prescrizioni sanitarie”. Nel testo che sintetizzo ( il testo completo
è pubblicato sul Sole 24 Ore Sanità del 28 ottobre) si dice che
, a partire dal 1.1.04 sarà distribuita a tutti i titolari di codice
fiscale la Tessera del Cittadino. Il CF inserito nella tessera anche in codide
a barre e in banda magnetica sarà requisito per l’accesso alle
prestazioni a carico del SSN. I parametri della TC saranno definiti di concerto
dal Ministero della Salute e Dipartimento ITC della Presidenza del Consiglio:
produzione e consegna sono affidati al Ministero dell’Economia. Quest’ultimo
approva con quello della Salute entro il 15.12.03 i nuovi ricettari, li stampa
e li consegna ad ASL e Az Ospedaliere per la distribuzione ai medici (n b.:
tra il 15.12.03 e 1.1.04 !!!). L’attuale codice a barre sarà sostituito
dal codice progressivo ricetta impresso in modo che la lettura ottica avvenga
senza rimuovere il tagliando previsto dal nuovo codice sulla privacy per tutelare
i dati relativi al paziente. Il Ministero dell’Economia cura il collegamento
in rete con Asl, Az. Ospedaliere, farmacie, ecc: software e frequenza della
trasmissione dati saranno definiti successivamente. Alla spedizione della ricetta
le strutture rilevano: codici a barre, dati sulle confezioni dei farmaci, codice
del nomenclatore per la specialistica, codice tessera del cittadino, esenzione.
I dati rilevati sono trasmessi al Ministero dell’Economia che li inserisce
in archivi separati e distinti per ogni regione con accesso esclusivo da parte
della ASL per la verifica dei dati necessari alla liquidazione delle somme spettanti
a farmacie e strutture. L’adesione regionale al progetto vale per l’adempimento
che dà diritto all’adeguamento dei fondi del SSN.
PER LE FINALITA’ DEL PRESENTE ARTICOLO
E’ AUTORIZZATA LA SPESA DI 50.000.000 DI EURO ANNUI A DECORRERE DAL 2003.
Come potete vedere i soldi per la Sanità
ci sono, non ci sono per le convenzioni per cui dovremo scioperare il 27 e 28
novembre, ma ci sono per i controlli. Lascio alla vostra fantasia cosa accadrà
nel periodo fine 2003 e inizio 2004 visto anche che la legge prevede al 7°
comma “ in caso di assenza del codice fiscale sulla ricetta, quest’ultima
non può essere utilizzata, salvo che il costo della prestazione venga
pagato per intero”.
Ad una mia precisa domanda, durante la
tavola rotonda del 7.11.03 al recente Congresso della FIMMG a Salsomaggiore
Terme, nel corso del 55° congresso nazionale FIMMG, il dr Nello Martini,
responsabile per la farmaceutica del Ministero della Salute, ha testualmente
risposto " Io in queste disposizioni non c'entro niente."
Meditate colleghi, meditate.
Sul sito Nazionale gli atti del Congresso.
Francesco Prete
LA GUARDIA DI FINANZA CONTROLLERA' TUTTI I CONTI DELLA SANITA' LIGURE
Come è già
successo nelle Regioni Puglia, Campania, Friuli Venezia Giulia e Lazio, la Guardia
di Finanza si sostituirà ai funzionari delle ASL preposti a verifica
e controllo della spesa sanitaria.
E' di alcuni giorni fa la notizia che la Regione Liguria sta firmando un protocollo
di intesa con la Guardia di Finanza per un "servizio" simile sia per
le ASL che per le Aziende Ospedaliere Liguri.
C'è da osservare che, in nessuna Azienda Ligure, è stato istituito
l'ufficio sulla appropriatezza come prevede il DPR 229.
Da Il Giornale edizione Genovese del 6 novembre 2003:
I medici: "Non mandate i
finanzieri a casa dei malati"
Medici pronti ad assediare la Regione per protestare contro la notizia che la
Guardia di Finanza controllerà tutti i conti della Sanità Ligure,
grazie ad un protocollo di intesa stipulato tra i militari, le singole ASL e
le Aziende Ospedaliere. A tuonare contro il provvedimento, che ha preso il mondo
sanitario di sorpresa, sono anche i Medici di Medicina Generale, che saranno
tra i primi ad essere sottoposti ad una serie di controlli anche per quanto
riguarda le prescrizioni di ricette e analisi. "Cosa passerà per
la testa di quell'anziano che si vedrà visitare a casa da un Finanziere
in divisa che gli chiede conto delle prescrizioni del suo dottore? - si chiede
Francesco Prete, Segretario Regionale della FIMMG (Federazione Italiana Medici
di Medicina Generale) -. Come minimo penserà di essere coinvolto in chissà
quale truffa o speculazione e che tutto il sistema sia marcio, nessuno escluso".
E dalla Liguria potrebbe partire anche una mobilitazione nazionale, che potrebbe
coincidere con lo sciopero proclamato per la fine del mese. "Stiamo pensando
di fare azioni di protesta, anche sit in davanti alle istituzioni, magari andremo
a protestare davanti alla Regione - prosegue Angelo Canepa della FIMMG -. Il
fatto è che non siamo disposti ad accettare questo tipo di indagine di
polizia che, secondo noi, danneggiano solo il cittadino malato, perchè
il suo medico sarà sempre più costretto a trasformarsi in un burocrate".
Nei prossimi giorni altre azioni di protesta potrebbero anche essere decise
dall'Ordine dei medici di Genova e dai collegi dei Primari Ospedalieri "Sarebbe
meglio che il Servizio Sanitario Regionale non sprecasse così le risorse,
poche, che ci sono" conclude Prete che promette di riuscire a mobilitare
tutta la categoria.
(MBott)
L’Università di Genova, allineandosi
alle facoltà italiane più attive, nel mese di Aprile 2003 ha siglato
con la SIMG Liguria una Convenzione che prevede l’insegnamento della Medicina
di Famiglia nel Corso di Laurea. Tale iniziativa segue anche le indicazioni
della Comunità Europea, che sin dal 1996 raccomandava l’inserimento
della Medicina di Famiglia nel Curriculum delle Facoltà di Medicina e
Chirurgia, suggerendo l’insegnamento clinico sul territorio presso gli
studi dei MMG e presso il domicilio dei pazienti. Anche il D.M.445/01 del 28/12/2001
spinge in questa direzione, stabilendo che a partire dal 2004 il neolaureato,
per superare l’esame di stato, sia valutato anche in Medicina Generale
da parte di un Tutor MMG.
In virtù di tale Convenzione la
SIMG ligure ci ha incaricati di strutturare i contenuti didattici e di studiare
possibili modelli organizzativi. Naturalmente non mancano i problemi ancora
da risolvere, inoltre , dal punto di vista sindacale, si dovrà ancora
chiarire quale sarà il compenso per i Tutors. Su questo argomento, pur
consapevoli che queste trasformazioni stanno ponendo le basi per una nuova Medicina
di Famiglia più moderna e stimata, riteniamo impensabile che un’attività
formalmente strutturata e parzialmente imposta per D.M. non sia normata anche
dal punto di vista economico; quindi, pur partendo “al buio”, siamo
certi che il problema economico sarà affrontato con impegno.
Per discutere meglio su questi
argomenti insieme ai Docenti dell’Università ti invitiamo
sabato 25 Ottobre 2003 alle ore 9
presso l’Auletta della Clinica Chirurgica
dell’Università di Genova Via De Toni, Genova
Durante l’incontro, saranno affrontati i seguenti temi:
In caso di impossibilità a partecipare questo incontro, potrai comunque comunicare ad uno dei membri del Consiglio Regionale SIMG la tua adesione, impegnandoti a partecipare ad un successivo Corso di Perfezionamento propedeutico alle iniziative didattiche e tutoriali previste.
Giuseppe Noberasco Andrea Stimamiglio Riccardo Agati
1° FOCUSING DI AGGIORNAMENTO: LE MALATTIE DELL'APPARATO LOCOMOTORE
Il ruolo del medico generalista nell’indicazione e nella gestione delle malattie del ginocchio e della spalla.
L'Associazione Medici nel Levante
organizzatrice delle due giornate di aggiornamento (26-27 p.v.) ha ottenuto
dalla ASL 4 Chiavarese la copertura della Guardia Medica anche per la giornata
di venerdì 26 dalle ore 14 alle 20.
E' previsto l'intervento all'apertura dei
lavori dell'Ing. Levaggi Assessore Regionale alla Sanità.
Si ricorda che il congresso è gratuito
per tutti i Soci ordinari e simpatizzanti dell'Associazione.
Si invitano altresì i colleghi,
per ottenere i 5 punti di credito formativo, a compilare la scheda di registrazione
e inviarla al numero di fax: 0671280000 o all'indirizzo: i.barelli@tiscali.it