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REGIONALI |
IL COMITATO PERMANENTE REGIONALE DISCUTE GLI ULTIMI ARTICOLI DELL'AIR
Il 20 dicembre u.s. si è
riunito il Comitato Permanente Regionale per la medicina generale sotto la direzione
del Dott. Giuseppe Basso, sono stati discussi con i responsabili della Medicina
di Base delle cinque ASL liguri gli articoli mancanti allo stralcio dell'Accordo
Integrativo Regionale. In particolare, gli articoli relativi alla regolamentazione
della libera professione, al progetto di educazione sanitaria, allo sviluppo
e implementazione degli obiettivi di salute collegati ai progetto obiettivo.
Inoltre sono stati discussi gli articoli al rilevamento dello stato di salute
della popolazione, al compenso per le attività di tutor e di animatore
di formazione e all'assistenza sanitaria turistica.
Alcune divergenze si sono avute con parte pubblica per quanto riguarda il riconoscimento
delle competenze economiche per i tutor e per gli animatori di formazione.
Il Comitato Permanente Regionale ho chiesto al Dott. Basso di farsi portavoce
presso l'Assessore alla Sanità per un giudizio del lavoro svolto nella
sessione del 20 n.s..
La FIMMG Liguria auspica che l'Accordo Integrativo Regionale nella sua interezza,
una volta avuto il parere favorevole dell'Ordine dei Medici di Genova (quale
Ordine maggiormente rappresentativo) per l'aspetto deontologico, venga pubblicato
nel più breve tempo possibile sul B.U.R.L., divenendo così a tutti
gli effetti operativo.
Dott. Mario Pallavicino
DELIBERA DELLA REGIONE SULLA PRESCRIZIONE DEI FARMACI.
Alcuni giorni fa il Segretario
Regionale della FIMMG, Dott. Francesco Prete, e il Presidente degli Ordini dei
Medici di Savona e della SIMG Regionale, Dott. Renato Giusto, hanno inviato
una lettera all'Assessore della Sanità Regione Liguria, richiedendo che
le prescrizioni di farmaci al momento della dimissione ospedaliera venissero
indicati con il nome della molecola e non con il nome commerciale.
E' evidente come un provvedimento del genere
possa evitare al medico di famiglia tante e inutili discussioni con i cittadini.
La proposta è stata pienamente accolta
ed inserita nella Delibera Regionale N. 1597 DEL 20/12/2001 che pubblichiamo
di seguito.
Dott. Franco Prete
SCHEMA N . ................ 179983
DEI PROT. GEN.ANNO 2001
.........................................
REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale
Affari Giuridici Dip. Sanita' Servizio
Dipartimento Sanita'
DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE N. 1597 DEL 20/12/2001
OGGETTO: Art. 8 D.L. 347/01. Erogazione medicinali - Linee di indirizzo.
EVIDENZIATE di seguito le principali cause che hanno determinato per le Regioni un insostenibile incremento della spesa farmaceutica nel corrente anno:
DATO ATTO che tali cause hanno comportato un significativo aumento dei consumi farmaceutici dopo anni di sostanziale stazionarietà e, soprattutto, hanno modificato il mix spesa pubblica/privata: la copertura pubblica della spesa farmaceutica è aumentata di ben dieci punti percentuali (dal 57,4% al 67,5% del primo semestre 2001);
EVIDENZIATO come i trend di spesa al primo semestre 2001 portassero ad una previsione di chiusura 2001 con un incremento della spesa farmaceutica di oltre 250 miliardi rispetto all’anno precedente;
VISTI E RICHIAMATI:
- l’art. 83, comma 4, della legge
23/12/2000 n. 388 che pone a carico delle Regioni la copertura dei disavanzi
risultanti dalle gestioni sanitarie attivando nella misura necessaria la propria
autonomia impositiva;
- l’art. 9, comma 5, del decreto
legislativo 18/02/2000 n. 56;
- l’art. 1 “Patto di stabilità
interna” del D.L. 18/09/2001 n. 347 convertito con modificazioni con L.
16/11/2001;
RICHIAMATA la propria deliberazione n. 920 del 3 agosto 2001 con la quale sono stati adottati una prima serie di interventi di contenimento della spesa farmaceutica;
VALUTATI i primi effetti di tale provvedimento che porteranno a chiudere il corrente anno con un incremento della spesa farmaceutica territoriale attorno ai 200 miliardi;
EVIDENZIATA l’insostenibilità per il Servizio Sanitario Regionale di incrementi di spesa di tal fatta e ritenuto, pertanto, indispensabile promuovere ulteriori interventi calmieratori;
VISTO il D.L. 18/09/2001 n. 347 convertito con modificazioni con L. 16/11/2001 n. 405 che attribuisce alle Regioni la facoltà - anche con provvedimenti amministrativi - di definire modalità per la rimborsabilità e l’erogazione dei farmaci finalizzate al contenimento della spesa;
RICHIAMATA la propria deliberazione n. 1399 del 28/11/2001 con la quale, in attuazione dell’art. 7 del citato D.L. 347/2001, sono già state fornite direttive per la rimborsabilità dei farmaci non coperti da brevetto;
EVIDENZIATO, altresì, come ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. a), del più volte citato D.L. 347/2001 la Regione Liguria e Federfarma si siano impegnate a raggiungere accordi di collaborazione con particolare riferimento alla distribuzione dei medicinali che richiedono un controllo ricorrente del paziente;
RITENUTO, in attesa di concludere entro breve tali accordi, fornire indicazioni alle Aziende sanitarie affinché provvedano a:
RITENUTO, altresì, fornire ulteriori indicazioni sulle modalità di utilizzo dei ricettari del Servizio Sanitario Regionale da parte dei medici dipendenti dalle Aziende sanitarie liguri;
VALUTATA, altresì, l’opportunità di istituire una Commissione tecnico-scientifica di monitoraggio dei consumi e della spesa farmaceutica con il compito di valutare mensilmente l’impatto e gli scostamenti dei consumi e della spesa farmaceutica al fine di suggerire o promuovere interventi di appropriatezza delle cure e di un miglior utilizzo delle risorse disponibili;
VISTO l'art. 34 della I.r. 42/94 che consente alla Giunta Regionale di adottare direttive vincolanti nei confronti delle ASL e delle Aziende ospedaliere, nonché di svolgere attività di indirizzo e al fine di evitare squilibri di a gestione;
SU PROPOSTA dell'Assessore alla Sanità. Prof Piero Micossi,
DELIBERA
Di disporre che le Aziende sanitarie liguri provvedano ad assicurare l'erogazione diretta dei medicinali necessari al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale.
Di disporre, altresì, che le Aziende sanitarie liguri al fine di garantire la continuità assistenziale provvedano a fornire direttamente agli assistiti al momento della dimissione ospedaliera e, ove possibile, a seguito della visita specialistica ambulatoriale i farmaci relativi al primo ciclo terapeutico.
Di adottare ai sensi dell'art. 34 della I.r. 42/94 le linee di indirizzo precisate nell'allegato A dei presente provvedimento in materia di utilizzo dei ricettari da parte dei medici dipendenti dalle Aziende sanitarie liguri.
Di istituire una Commissione tecnico-scientifica di monitoraggio dei consumi e della spesa farmaceutica così composta:
19/12/2001
IL DIRIGENTE IL SEGRETARIO
(Dott. Giovanni Della Luna) (Dott. Franco
Rizzo)
ALLEGATO A
UTILIZZO DEI RICETTARI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DA PARTE DEI MEDICI DIPENDENTI
PREMESSE:
Come già evidenziato nelle
direttive adottate con deliberazione n, 920 dei 03.08.2001 l'impiego dei ricettari
da parte dei medici convenzionati o dipendenti è consentito limitatamente
all'espletamento dei servizi e delle attività assistenziali svolte per
il Servizio Sanitario ed esclusivamente a favore di assistiti in cura in ragione
di tali funzioni e attività.
Tale principio è fissato dal D.L.
30.10.1987 n. 443 convertito con modificazioni con L. 29.12.1987 n. 531 che
testualmente recita:; "L'impiego dei ricettari per la prescrizione o la
proposta di prestazioni erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale è
riservato ai medici dipendenti dal Servizio medesimo e con lo stesso convenzionati
nell'ambito dei rispettivi compiti istituzionali".
Coerentemente il comma 4 dell'art. 5 quinquies
del D.Lgs. 502192 prevede, pertanto. che nello svolgimento delle attività
professionali garantite nell'ambito dei rapporto esclusivo (ed elencate al comma
2 dello stesso articolo) non sia consentito l'utilizzo del ricettario dei Servizio
Sanitario Nazionale.
OBIETTIVI PER LE AZIENDE SANITARIE:
L'utilizzo dei ricettari dei
Servizio Sanitario deve essere consentito esclusivamente in ragione ed in funzione
dell'attività istituzionale svolta per il Servizio Sanitario Regionale
e quindi esclusivamente a favore di pazienti in cura in relazione a tale attività
ed in assoluta coerenza con l'attività istituzionale svolta.
Le Aziende sanitarie sono, pertanto. tenute
a sorvegliare e verificare H rispetto di tali previsioni ma anche, preventivamente,
a consegnare ai medici un quantitativo di ricettari proporzionato ai soli bisogni
prescrittivi collegati al tipo e alla quantità di attività istituzionale
svolta.
In particolare per quanto riguarda la determinazione
dei confini dell'attività istituzionale svolta dai medici dipendenti
si ritiene che essa debba essere circoscritta esclusivamente all'attività
ambulatoriale.
In sede di dimissione ospedaliera, infatti,
necessità di urgenza o comunque di continuità assistenziale devono
trovare ottimale risposta per gli assistiti nella distribuzione diretta, limitatamente
ad un primo ciclo terapeutico dei farmaci con i quali è stata avviata
la terapia durante il ricovero.
Fermo quanto sopra il medico che procede
alle dimissioni provvederà a consegnare all'assistito la relazione per
il medico curante nella quale, tra l'altro, verrà indicata la proposta
terapeutica formulata con l'indicazione dei solo principio attivo, dosaggio
e posologia.
Le direzioni sanitarie sono chiamate a
fornire le necessarie indicazioni e a sorvegliare l'esatto adempimento delle
presenti direttive.
In sede di dimissione ospedaliera è,
altresì, prospettabile che i Centri specializzati universitari o delle
Aziende sanitarie individuati con decreto dirigenziale n. 1678 del 01.08.2001
siano chiamati a predisporre diagnosi e piano terapeutico secondo le modalità
Fissate nel predetto decreto e nella deliberazione di G.R. n. 920 dei 03.08.200
1.
Si coglie l'occasione per evidenziare la
necessità che le direzioni sanitarie - alle quali una copia dei piani
terapeutici dovrà essere trasmessa - presidino tale attività prescrittiva,
anche alla luce di significative difformità emerse all'interno delle
stesse Aziende.
Come già evidenziato nella direttive
impartite con la richiamata deliberazione n. 920/01 occorre. infine, rammentare
che la definizione e condivisione di protocolli e linee guida presuppone anche
il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
E' dei tutto opportuno promuovere a livello
aziendale riflessioni e approfondimenti, l'individuazione di procedure diagnostiche
e terapeutiche condivise come ottimali in relazione agli studi clinici convalidati
dalla letteratura scientifica nonchè nel rapporto costi efficacia.
19/12/2001
Data - IL DIRIGENTE IL SEGRETARIO
(Dott. Giovanni Della Luna) (Dott. Franco
Rizzo)
IL 15 novembre u.s. è stato siglato l'Accordo integrativo Regionale alla Convenzione per la Medicina Generale, il testo è scaricabile da queste pagine. Per poter discutere di questo argomento, in attesa del parere favorevole dell'Ordine dei Medici della Prov. di Genova, come previsto dalla legge, è convocata, per le ore 21 di mercoledì 5 dicembre p.v., presso l'Aula del Polo Didattico Biomedico (ex Saiva), Corso Gastaldi 161 a Genova (ampio parcheggio), l'ASSEMBLEA per i soci FIMMG, con il seguente ordine del giorno:
Il segretario Provinciale
Dr. Francesco Prete
SFATATI I TIMORI SULL' ART. 6 DELL' A.I.R. LIGURE
Dopo la pubblicazione sul nostro sito dell'accordo integrativo sottoscritto con la Regione Liguria e con i Direttori Generali delle 5 ASL liguri, alcuni colleghi ci hanno inviato messaggi il cui contenuto e' di preoccupazione per quella parte dell'articolo 6 che fa riferimento alle forme associative (ex art. 40 dell'ACN) di tipo societario e/o loro consorzi regolarmente costituiti secondo le norme del diritto societario. Ritengo quindi opportuno chiarire che quella parte dell'articolo è stata inserita per occupare uno spazio che in altre realtà è stato sottratto alla medicina generale ed affidato ad altri. Nostra realtà regionale esiste da alcuni anni una sperimentazione di "Spedalizzazione territoriale" (attivata solo nella ASL 3 Genovese e nella 4 Chiavarese) che consente di mantenere al proprio domicilio il paziente grave che viene seguito dal MMG con la collaborazione di specialisti ospedalieri ( i medici SUMAI non hanno aderito al progetto ma noi speriamo che ci ripensino), personale infermieristico ed OTA. Il tutto viene preliminarmente autorizzato da un nucleo di valutazione che coinvolge, oltre al curante anche un Geriatra, un infermiere con funzioni di caregiver, un assistente sociale fornito dal comune di residenza del paziente. Questo progetto che fino al 31.12.01 è finanziato dal Ministero dovrà, per poter proseguire, essere finanziato dalle singole ASL con fondi propri. Si aprono come è evidente numerosi problemi economici e gestionali in quanto il servizio richiede personale e flessibilità gestionale. Alcune ASL hanno già detto che non sono in grado di gestire in proprio il sistema perchè non possono assumere nuovo personale. Il servizio ha avuto un enorme gradimento da parte dei cittadini tanto che, proprio in questi giorni, una collega che consigliava il ricovero di un paziente neoplastico mentre i familiari preferivano una spedalizzazione territoriale, è stata sequestrata per alcune ore dai parenti che non accettavano il ricovero (sul caso si esprimerà la magistratura e l'ordine professionale). Cosa è successo in altre regioni? Qualche ASL ha deciso di appaltare questo tipo di servizio e l'appalto è stato vinto da privati che non hanno alcun rapporto con il MMG ma che lo "usano" solo per le prescrizioni. D'altra parte non poteva andare altrimenti visto che, evidentemente, non esisteva in quelle realtà alcuna forma associativa di MMG costituita a norma di legge, con una sua personalità giuridica e con una sua capacità organizzativa, magari in collaborazione con altre realtà operative non mediche, in grado di concorrere, buttando sul piatto della bilancia il peso determinante della conoscenza dei pazienti e del territorio. Speriamo con queste poche note di aver fugato le preoccupazioni che le forme associative possano sostituirsi al sindacato nelle trattative aziendali perchè ogni trattativa in tal senso dovrà sempre essere sottoscritta anche dal sindacato e quindi questo pericolo, da sempre paventato quando si parla di forme associative, nel nostro caso non esiste.
IL SEGRETARIO REGIONALE
Francesco Prete
FIRMATO ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE
Giovedi 15 novembre alle ore 13,30 nella sala Giunta della Regione Liguria alla presenza del Governatore Biasotti, dell' Assessore alla Sanità Micossi e di tutti i Direttori Generali delle 5 ASL liguri è stato finalmente sottoscritto l'Accordo Integrativo Regionale(File .pdf) per la medicina generale (medicina di famiglia e continuità assistenziale). L'accordo contiene importanti novità quali nuove indennità, oltre quelle previste dall'accordo nazionale, per chi visita su prenotazione o per patologia. Il servizio di continuità assistenziale coprirà anche l'orario 8-10 del prefestivo. Sono inoltre previste incentivazioni per le forme associative per favorirne l'evoluzione. Il testo, per diventare operativo necessita dell'approvazione dell'Ordine di Genova al quale deve essere inviato per un parere deontologico dalla Regione. Tramite lettera verrà convocata un'assemblea generale di tutti gli iscritti. Un doveroso ringraziamento a tutti i componenti della delegazione Sindacale FIMMG (Pier Claudio Brasesco, Angelo Canepa, Michele Chiarito, Renato Giusto, Antonio Granieri, Mario Pallavicino, Andrea Stimamiglio) che sono stati determinanti per consentire di portare a casa un buon risultato.
ll Segretario Regionale
Francesco Prete
CONTROLLO PER L'INDENNITA' INFORMATICA
L’ attuale convenzione
all’ art 45 B3 ha riconosciuto a tutti i medici che utilizzano il mezzo
informatico per la gestione delle cartelle cliniche e la stampa prevalente (non
inferiore al 70%) delle ricette un’ indennità di £ 150.000
al mese.
Questo è stato un notevole passo
avanti perché in passato come molti ricordano, pur utilizzando il mezzo
informatico, non gli veniva corrisposta alcuna indennità.
Infatti, molti non rientravano nella percentuale
del 20 % a livello regionale cui spettava l’ indennità. Vi era
una lista d’attesa che non è mai stata realmente aggiornata.
Con la nuova convenzione questo problema
si è finalmente risolto, l’unica condizione posta è che
almeno il 70% delle ricette venga stampato con mezzo informatico e che le apparecchiature
siano idonee ad eventuali collegamenti con il centro unico di prenotazione e
l’elaborazione dei dati occorrenti per ricerche epidemiologiche, il monitoraggio
dell’andamento prescrittivo e la verifica di qualità dell’
assistenza con la ASL .
Recentemente ad alcuni colleghi della ASL
4 è giunto l’invito a raggiungere la percentuale del 70 % delle
ricette poiché, da controlli eseguiti, queste sarebbero inferiori, anche
se attualmente la parte pubblica non sa ancora quantificare di quanto. Dato
che il computo della percentuale è stato approssimativo è stato
possibile in sede di comitato consultivo aziendale evitare che venisse sospesa
ex abrupto la corresponsione della indennità informatica.
Indubbiamente, il controllo delle percentuali
non è semplice ma, comunque, è pur vero che anche la parte pubblica
sta informatizzandosi per i controlli che diventano così sempre più
facili.
La minor quantità di ricette fatte
al computer da questi colleghi probabilmente dipende semplicemente dal fatto
che hanno un secondo studio e il computer solo nello studio principale.
Purtroppo se non si raggiunge la percentuale
prevista c’è il rischio di perdere l’indennità; una
possibile soluzione a costo zero per i colleghi interessati potrebbe essere,
se non lo hanno ancora fatto, l’ iscrizione a Q Channel che fornisce fra
l’altro gratuitamente un computer in comodato d’ uso e permette
così di poter utilizzare senza spese il vecchio PC nello studio secondario.
Per quanto riguarda l’ aggiornamento degli archivi in due studi diversi
si possono utilizzare semplici accorgimenti quali l’ utilizzo di copie
di back up.
La sede provinciale della FIMMG è
comunque a disposizione per ulteriori suggerimenti.
Stefano Borzone ASL4
SINTESI DEL I CONVEGNO NAZIONALE: ” DAL COUNTRY HOSPITAL ALL’OSPEDALE DI DISTRETTO” esperienze italiane a confronto. Forlì 27 ottobre 2001.
Dopo i vari saluti di rito delle diverse Autorità, il Direttore Generale della A.U.S.L. di Forlì, nel rammentare che la Regione Emilia-Romagna ha già raggiunto la percentuale di ultra65enni prevista per il 2020, ha illustrato il
COUNTRY HOSPITAL di MODIGLIANA:
12 posti letto
età media: 78 anni nel 1997 e 77
anni nel 2001.
Ciò dimostra che l’assistenza
è diventata più complessa poiché riguarda fasce di età
inferiori.
C.H. di PREMILCUORE
4 posti letto
costo: 233.000 £./die/posto letto
C.H.di MODIGLIANA
8 posti letto nel 2000
costo 178.000 £./die/posto letto
12 posti letto nel 2001
costo 214.000 £./die/posto letto.
Il dott. Aulizio (mmg “patron”
del C.H) ha evidenziato che il servizio è gratuito per i primi 30 giorni;
è prevalentemente dedicato all’ultrasessantacinquenne che non ha
bisogno di alta tecnologia diagnostica.
Ha la finalità di accogliere i convalescenti
dimessi dall’ospedale prima di rientrare al proprio domicilio.
I criteri di assunzione in cura sono determinati
dalla mancanza di un adeguato supporto familiare alla convalescenza (finalità
sociale)
La degenza media si aggira sui 17 giorni.
Le consulenze specialistiche le fanno gli
specialisti ambulatoriali ex D.P.R. 271/2000.
Gli accertamenti diagnostici hanno una
corsia preferenziale (scambiata con la riduzione delle degenze).
Definisce l’HOSPICE
un “esperimento già fallito in Inghilterra” e “una
struttura dove i malati di cancro vanno a morire lontano da casa” e “strutture
che costano come e più di quanto costa un ospedale”.
Il Dott. Tiezzi ha portato l’esperienza
toscana:
16 posti letto per ricoveri ordinari;
16 figure addette all’assistenza
(in comproprietà con i servizi territoriali),
3 ore/die del tecnico della riabilitazione;
Consulenze geriatriche;
Assistenza sociale.
Cioè, a parte i posti letto, l’assistenza nei C.H. toscani la fanno, part-time, le figure professionali addette all’A.D.I.
A SIENA:
2 ospedali di comunità
(Montalcino; Siena.);
1 ospedale di C. attivando in Montepulciano:
ha la caratteristica di essere lontano dalla città; 255 posti letto;
all’ultimo piano verranno ricavati:
1 Hospice con 10 posti letto;
1 U.O. di riabilitazione con 10 posti letto;
1 Foresteria con 10 posti letto (struttura
alberghiera per i parenti dei ricoverati che ha, nello statuto, l’obbligo
del pareggio di bilancio)
1 Ospedale di Comunità con 10 posti
letto
1 Albergo Sanitario con 20 posti letto
deputato all’esclusiva assistenza infermieristica e non medica.
Serve per chi utilizza il day-surgery e
deve rientrare il giorno successivo per medicazioni o controlli e non ha la
possibilità di rientrare a casa per la lontananza o situazioni di accoglienza
familiare.
In Toscana l’assistenza
specialistica, al contrario che in Emilia, è garantita anche e soprattutto
dagli ospedalieri che così, seguono un andamento inverso a quello consueto
del mmg: gli ospedalieri possono seguire fuori dall’ospedale il proprio
paziente.
A Firenze l’ospedale di Comunità
è addirittura ubicato all’interno di un nosocomio.
In Puglia:
4 letti presso la Divisione di Lungodegenza;
il MMG percepisce £ 50.000 ad accesso
+ 150.000£ a caso trattato.
In Friuli:
7 posti letto con un Responsabile di Struttura
(che è il Direttore di Distretto) e un Responsabile dell’Accettazione
(che è un MMG)
Per Vendramini (Bocconi) :
occorre colmare il gap culturale che esiste
tra i cento medici di eccellenza all’avanguardia su certe tematiche e
i 500 ancorati ai tradizionalismi ed insensibili al cambiamento.
Occorre inoltre evitare la disomogeneità
dell’assistenza all’interno di una stessa A.S.L. in cui c’è
l’ospedale di comunità ma ci sono anche medici che lavorano tradizionalmente
secondo concettualità ancestrali.
La dott. LAZZARATO (funzionario
regionale) afferma che:
Il C.H. è una STRUTTURA SANITARIA
all’interno del Distretto;
è necessario evitare il trasferimento
dei problemi con il trasferimento del paziente dall’ospedale al C.H.
gli strumenti normativi per la creazione
del C.H. sono:
gli ART. 32; 39; 71 (punto 2) e la norma
finale 14 della Convenzione per la Medicina Generale.
Il Dott. Magi (portavoce dell’assente
Falconi) è il promotore di una Commissione Nazionale che
Produca una “consensus conference”
sul problema;
individui ed attui tutti gli strumenti normativi
del caso;
produca un “Network” sulle principali
esperienze nazionali.
Massimo Blondett
IL COLLEGA ZINO CI HA LASCIATO
È improvvisamente mancato il collega Franco Zino che fino al 1993 ha ricoperto la carica di Segretario Regionale Ligure della FIMMG. Il collega e' stato Vicepresidente dell'Ordine di Genova sotto la presidenza Parodi e socio fondatore di Galeno. Il suo contributo e' stato determinante nel consolidare la FIMMG in Liguria in stretta collaborazione con l'allora Segretario Nazionale Mario Boni. I funerali si svolgeranno martedi' 23 ottobre.
LA TRATTATIVA REGIONALE PER LA MEDICINA GENERALE SI E' INTERROTTA
La trattativa regionale tra la
FIMMG, lo SNAMI e il SUMAI Medicina dei Servizi e la parte pubblica che è
rappresentata da tutte le ASL liguri si è bruscamente interrotta giovedi
18 us.
La parte medica ha interrotto la trattativa
per il perdurare di una situazione di scarsa rappresentatività della
delegazione pubblica
Da mesi sono infatti in corso gli incontri
per arrivare ad una convenzione integrativa regionale della convenzione nazionale
per la medicina generale senza che si arrivi ad alcun apprezzabile risultato.
Da notare che la convenzione nazionale è ormai scaduta da un anno ed
ancora in Liguria non sono stati risolti nodi importanti come quello della applicazione
della legge sulla privacy. Alla richiesta di parte medica che le ASL si facciano
parte diligente inviando a tutti i cittadini il modulo del consenso informato
da compilare e poi consegnare al medico curante la parte pubblica ha opposto
un netto diniego motivato dalla non disponibilità degli indirizzi dei
cittadini.
Da notare, oltre al paradossale riconoscimento
di non essere in grado di rintracciare coloro per i quali il servizio è
nato, che il mancato avvio delle procedure per il consenso informato non consente
il completamento di alcune pregevoli sperimentazioni già in atto in alcune
parti della regione. Nella ASL 4, ad esempio, i cittadini possono prenotare
gli esami e le visite specialistiche dallo studio del medico curante, con ovvi
risparmi di tempo, ma non possono autorizzare il ritorno dei risultati sempre
per via telematica per l'inesistenza di una regolamentazione delle procedure
sulla privacy.Questo li costringe ad inutili e superabili ritorni presso la
struttura pubblica per il ritiro dei referti che potrebbero, come le prenotazioni,
arrivare direttamente al medico curante per via telematica. L'aspetto più
paradossale della vicenda è che non vi sono gravi disaccordi sugli aspetti
economici ma vi è una incredibile resistenza a risolvere i problemi burocratici.
Abbiamo chiesto al responsabile regionale
dr Basso di incontrare i Direttori Generali delle ASL e l'Assessore Regionale
per poter superare questo impasse che danneggia soprattutto i cittadini.
Il problema è la mancanza di autonomia
decisionale che dimostra la delegazione pubblica.
Quando noi trattiamo con Direttori Generali
e Assessore, concordiamo delle cose con molta facilità perchè
a loro, come a noi, interessa diminuire la complessità amministrativa
della medicina generale e facilitare l'accesso ai servizi da parte dei cittadini.
Quando poi dobbiamo trattare con i funzionari
delle ASL, tutto si complica.
Sembra la tela di Penelope.Qualcuno disfa
quello che è appena stato costruito. Con qualche ironia è stata
coniata la definizione di IMMOBILISMO DINAMICO ma non possiamo risolvere i tanti
problemi dei cittadini più svantaggiati limitandoci ad ironizzare. Da
notare che ormai molte altre regioni hanno concluso la trattativa ed ancora
una volta i cittadini liguri risultano sfavoriti rispetto a coloro che vivono
in regioni vicine.
La delegazione regionale FIMMG
Francesco Prete
Mario Pallavicino
Angelo Canepa
Angelo Granieri
Michele Chiarito
Renato Giusto
Andrea Stimamiglio
Pierclaudio Brasesco
L'ANAGRAFE SANITARIA REGIONALE E DI COMPETENZA DELLE AASSLL
Le ASL liguri dal 1° gennaio
2002 saranno responsabili della gestione e dell'aggiornamento dell'anagrafe
sanitaria regionale, lo ha deliberato la Giunta Regionale il 28/09/2001, uniformandosi
a ciò che avviene in molte altre regioni italiane.
La Datasiel S.p.A. sarà il gestore
del sistema fornendo l'assistenza tecnica alle aziende sanitarie.
Per la FIMMG questo rappresenta una decisione
di rilevante importanza perché finalmente viene individuato il responsabile
della gestione e aggiornamento dei dati anagrafici della popolazione ligure.
Con questo ci auguriamo che in un lasso
di tempo ragionevolmente breve venga messo ordine negli elenchi sanitari della
nostra regione.
Mario Pallavicino
“Qchannel” è
un servizio riservato ai medici di famiglia iscritti e neo iscritti alla Fimmg.
E’ il risultato di un accordo di collaborazione che vede uniti la Fimmg,
attraverso la propria società Metis; Enel.it, del gruppo Enel; On Banca,
del Gruppo bancario Banca popolare commercio e industria; e Fimat media e comunicazione.
Con “In rete con Qchannel” il nostro sindacato ha raggiunto un importante
obiettivo, infatti, ha consentito alla Fimmg di creare una rete e un collegamento
diretto fra tutti i propri iscritti e ci permette di raggiungere direttamente
e “in tempo reale”,i cittadini insieme ai quali stiamo cercando
di difendere e migliorare il Servizio Sanitario Nazionale.
Tecnicamente lo strumento è costituita da un monitor da mettere in sala
d'attesa, un computer da tenere sulla propria scrivania e un'antenna parabolica
che ci consente di essere collegati, 24 ore su 24, andando in onda, in diretta.
La FIMMG ha ottenuto di installare questi strumenti gratuitamente negli studi
dei propri iscritti.
Qchannel nasce per far crescere il sindacato a livello periferico e portare
a livello nazionale la vita e le problematiche locali. E' uno strumento indispensabile
sia per fare educazione sanitaria e prevenzione ai nostri assistiti che per
il nostro aggiornamento professionale.
I servizi principali di Qchannel sono: l'informazione per la sala d'attesa,
la banca in rete, il telefono in rete, l'assicurazione in rete, viaggiare con
la rete
La Segreteria Regionale ligure della FIMMG ha constatato al recente Congresso
Nazionale di Villasimius l'alta adesione dei Medici di famiglia della Liguria
al progetto Qchannel e ha verificato l'alta percentuale di allacci già
eseguiti presso gli studi dei medici oltre al giudizio nettamente favorevole
del servizio.
La direzione del progetto ha informato
la segreteria regionale che vi sono delle domande incomplete nella documentazione,
provocando ritardi nell'attivazione del collegamento e, a tal proposito, ha
pregato di informare i soci di contattare il Dott. Di Stazio tramite il numero
verde 800905261 o via E-mail: m.distazio@qchannelnet.it.
La stessa direzione ha precisato che il
sistema non presenta incompatibilità alcuna con altri sistemi informatici
e di rete già esistenti negli studi dei MMG.
Mario Pallavicino
Per saperne di più entra nelle pagine di Qchannel del sito nazionale FIMMG
L’ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE LANGUE
Il Consiglio della Sezione provinciale
di Genova della Fimmg ritiene opportuno informare gli iscritti della Liguria
sull’andamento dei lavori del Comitato Permanente Regionale inerenti il
rinnovo della Convenzione Integrativa, secondo l’art. 12 comma 2 del DPR
270/200. Ricordiamo che il Comitato è composto da rappresentanti della
Regione e da rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Dopo gli adempimenti formali per la sua
costituzione ed insediamento, le riunioni del Comitato si stanno svolgendo,
già dai primi mesi di quest’anno, in un clima di difficoltà
burocratico - amministrativo, non determinato certo dalla delegazione dei MMG.
La Federazione dei Medici di Famiglia ha
presentato alla Regione e ai rappresentanti delle ASL, già prima dell’estate,
una bozza di accordo integrativo composto da 22 articoli, avendo tenuto conto
nella sua stesura del piano socio sanitario regionale.
Dopo lunga e faticosa discussione, a tutt’oggi,
sono stai approvati dal Comitato i primi nove articoli più il sedicesimo,
riguardante la continuità assistenziale.
In questi giorni ci viene proposto dall’Assessorato
alla Sanità un accordo stralcio sugli articoli già esaminati,
rimandando ad un successivo accordo la parte restante del documento.
Argomenti tipo il compenso aggiuntivo per
le zone disagiate, la domiciliarità delle cure, la regolamentazione della
libera professione, gli obiettivi di salute, la regolamentazione delle attività
di tutor e di animatore, il calcolo delle zone carenti, la responsabilità
dell’aggiornamento della anagrafe sanitaria che, tra l’altro, dal
01 gennaio 2002 sarà di pertinenza aziendale, l’assistenza turistica,
le attività territoriali programmate, la formazione continua verrebbero
discussi in un secondo tempo.
Il Consiglio Provinciale della Fimmg genovese
ritiene che un accordo integrativo regionale per la medicina generale monco
non possa soddisfare le esigenze di salute del cittadino ligure e non possa
assicurare livelli uniformi ed adeguati di assistenza, oltre a determinare un
danno economico per la categoria.
Ricordiamo che la metà dei Comitati
Permanenti Regionali ha già siglato gli accordi integrativi.
Riteniamo utile pubblicare su queste pagine,
nella parte riservata ai Soci Fimmg, il testo della bozza presentata al Comitato
Permanente Regionale, ricordando che gli articoli discussi vanno dal n°
1 al n° 9 e il n° 16
Il Consiglio Direttivo della Sezione Provinciale di Genova.
LA DELEGAZIONE LIGURE AL CONGRESSO NAZIONALE FIMMG
Sul sito Nazionale della FIMMG sono riportati integralmente gli interventi al congresso di Villa Simius tenuti il 5-6 ottobre u.s. dai colleghi Dott. Renato Giusto, Dott. Antonio Basso, Dott. Mario Pallavicino e Dott. Francesco Prete.
http://www.fimmg.org/congresso53/
CERTIFICATI INPS - GUIDA RAGIONATA
La certificazione di malattia
per i lavoratori dipendenti, in questi ultimi periodi, ha visto sorgere numerosi
contenziosi tra i medici curanti e l'INPS, talvolta gli errori formali della
compilazione degli appositi moduli hanno avuto dei risvolti di tipo sanzionatorio
ordinistico.
Onde evitare spiacevoli conseguenze ai
colleghi e per dare una risposta univoca ai pazienti, la FIMMG Provinciale Ligure,
in collaborazione con il Sig. Giorgio Pavoni della sede INPS di Chiavari, ritiene
opportuno di pubblicare su queste sito le pagine della normativa vigente attuata
dallo stesso ente prevvidenziale sul corretto utilizzo e compilazione dei moduli
di malattia.
Si segnalano le caselle le caselle: "Per
quanti giorni" e "Per quanto se ne ha diritto".
Dott. Mario Pallavicino
PARERE PRO-VERITATE SUI CERTIFICATI DI CREMAZIONE
In merito alla nuova legge sulla cremazione
ed alla problematica inerente di chi sia il compito della certificazione abbimao
ricevuto una nota del Dr Andrea Lomi, Direttore U.O. Medicina Legale ASL 3,
che è stata inviata a tutti i medici dell'ASL 3 in cui si ribadisce che,
fino alla pubblicazione del relativo regolamento la legge 130 del 30 Marzo 2001
che recita "l'Autorizzazione alla cremazione spetta all'ufficiale di stato
civile del comune del decesso, che la rilacia acquisito un certificato in carta
libera del medico NECROSCOPO dal quale risulta escluso il sospetto di morte
dovuta a reato ovvero, in caso di morte improvvisa o sospetta segnalata all'autorita'
giudiziaria, il nulla osta della stessa autorità giudiziaria, recante
specifica indicazione che il cadavere può essere cremato" NON PUO'
essere applicata.
Siccome dalla data della legge sono ormai trascorsi i sei mesi previsti per
l'emanazione del regolamento, alcune ASL hanno iniziato ad applicarla nel senso
più favorevole ai medici di famiglia. Vista l'interpretazione che invece
ne viene data dalla ASL 3, la FIMMG genovese ha richiesto un parere legale "pro
veritate" alla FIMMG nazionale per poter garantire questo ulteriore atto
di deburocratizzazione anche ai medici della ASL 3 come già avviene per
gli altri colleghi che lavorano in ASL che hanno dato un'interpretazione più
estensiva del dettato di legge.
Vi terremo informati degli sviluppi.
Francesco Prete
AUTODENUNCIA PER PRESCRIZIONE DI FARMACI IN ASSENZA DI VISITA DEL PAZIENTE
A proposito della sentenza della
Corte di Cassazione che ha condannato un Medico di Famiglia per aver effettuato
prescrizioni di farmaci in assenza del paziente configurandolo come reato di
falso ideologico, il Dott. Renato Giusto, Presidente dell’Ordine dei Medici
di Savona ed il Dott. Francesco Prete, Segretario Regionale della FIMMG della
Liguria intendono autodenunciarsi per aver effettuato, in passato, identico
reato e per aver intenzione di continuare a perpetuarlo, come peraltro previsto
dall’art. 36, comma 2 del DPR 270/2000 Accordo Collettivo Nazionale per
la medicina generale che recita: “il medico può dar luogo al rilascio
della prescrizione farmaceutica anche in assenza del paziente, quando, a suo
giudizio, ritenga non necessaria la visita del paziente”, nel prossimo
futuro.
E’ evidente , infatti, che decine
di migliaia di pazienti anziani della Liguria richiedono a tutti i loro Medici
di Famiglia il rinnovo delle prescrizioni di farmaci per patologie croniche
come l’ipertensione arteriosa, la bronchite cronica, la cardiopatia ischemica,
il diabete mellito, l’artrosi. ecc. Attraverso persone di famiglia all’uopo
delegate. La complicazione di questo rinnovo di prescrizioni in presenza del
paziente comporterebbe gravissimi disagi per tutti gli anziani ed una totale
paralisi dell’attività professionale dei Medici di Famiglia.
Il Dott. Giusto ed il Dott. Prete chiederanno
al Congresso Nazionale della FIMMG che si apre giovedì 4 ottobre pv a
Villasimius (Ca), alla presenza del Ministro della Salute Sirchia, che tutti
i Medici di Famiglia italiani seguano il loro esempio onde far chiarezza su
una vicenda che, se corrispondente a quanto riportato dai mezzi di comunicazione,
non consente più il normale rapporto medico/paziente che si basa su una
approfondita conoscenza di ogni caso clinico ma anche sulla volontà da
parte del medico di semplificare ogni adempimento burocratico da parte dei cittadini.
Questa volontà è espressa anche da alcune sperimentazioni, che
si stanno svolgendo sul territorio nazionale, per verificare la possibilità
del rinnovo di prescrizione tramite Internet, una volta acquisita la legalizzazione
della firma elettronica.
E’ evidente, a questo punto, che
su problematiche così complesse e delicate deve esprimersi il Ministero
della Salute per ridare tranquillità ai pazienti ed ai loro medici curanti.
Dott. R. Giusto
Dott. F. Prete
I CERTIFICATI DI CREMAZIONE NON SONO PIÙ DI COMPETENZA DEL MMG
Con l'entrata in vigore delle
nuove norme legislative sulla cremazione, al medico di Medicina Generale non
è più richiesta per legge nessuna documentazione. Tutte le pratiche,
inerenti alla cremazione, devono essere svolte per legge dal medico necroscopo.
Si rimanda al testo della legge pubblicato
su questo sito.
La nuova legislazione sulla cremazione
OSSERVAZIONI DELLA FIMMG AL PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE
L’Assessore alla Sanità
della Regione Liguria Dott. Micossi ha presentato il 26 giugno u.s., a tutte
le rappresentative Sindacali, Mediche della dipendenza e del convenzionamento,
la bozza del “PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE” (Revisione del Piano
Sanitario Regionale 1999/2001) chiedendo alle stesse di far pervenire eventuali
osservazioni e, per quanto concerne la medicina del territorio, di far avere
indicazioni di massima sugli “indicatori della funzione territoriale”.
I segretari provinciali della FIMMG, con
il sottoscritto in qualità di responsabile della Scuola Nazionale Formazione
Quadri, con la consulenza della Dott.ssa Viviana Cancellieri e del dott. Aldo
Torreggiani, docenti della stessa scuola a livello Nazionale, abbiamo elaborato
il testo che pubblichiamo di seguito.
Esso si compone di tre parti:
Il lavoro svolto ci ha impegnato
tutto il mese di luglio e agosto.
Il documento di seguito pubblicato è
già stato consegnato al Dott. Micossi Assessore Regionale alla Sanità,
alla Dr.ssa Ceppellini Assessore Regionale ai Servizi Sociali, ai Direttori
Generali AASSLL Liguri, al Presidente Commissione Sanità della Regione
Liguria, ai Presidenti dei quattro Ordini dei Medici della Regione.
Scuola Nazionale Formazione Quadri FIMMG
Mario Pallavicino
Testo delle Osservazioni al Piano Socio Sanitario Regionale
MISURE URGENTI IN MATERIA DI SANITA’ - PRESCRIZIONE FARMACI
Informiamo tutti i colleghi che
il decreto legge approvato dal consiglio dei ministri venerdì 14 settembre
u.s., anticipato con circolare n.196/56, è stato pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale di mercoledì 19 settembre 2001.
Il decreto in oggetto contiene tutta la
nuova normativa sulla prescrizione dei farmaci generici e non.
Da giovedì 20 settembre 2001, il
numero delle confezioni di farmaci prescrivibili per ogni singola ricetta ai
pazienti che usufruiscono di esenzione ticket per patologia, viene ridotto a
un massimo tre pezzi comunque non superiori a due mesi di terapia.
Tale limitazione non si applica ai medicinali
a base di antibiotici in confezione monodose e ai medicinali somministrati esclusivamente
per fleboclisi per cui è confermata la possibilità di prescrizione
fino a sei confezioni per ricetta.
Per i farmaci analgesici oppiacei utilizzati
nella terapia del dolori, di cui alla legge n.12/2001, è consentita la
prescrizione in un’unica ricetta di un numero di confezioni sufficienti
a coprire una terapia massima di trenta giorni.
Dott. Mario Pallavicino
I Quadri FIMMG che hanno partecipato
al primo corso della Scuola Nazionale Formazione Quadri FIMMG, riceveranno il
diploma di partecipazione ai tre moduli che può essere presentato alle
rispettive ASL come evento formativo riconosciuto all'ECM con il relativo punteggio
oppure da allegare al monte ore di aggiornamento obbligatorio secondo l'accordo
collettivo nazionale.
L'attività della Scuola riprenderà
in autunno e il prossimo anno con dei corsi a catalogo che riguarderanno le
competenze e la figura del MMG a livello Nazionale, Regionale e Aziendale.
Dott. Mario Pallavicino
ECCO
COME EVITARE CENTO CASI LIPOBAY
da
"Il Secolo XIX del 27/08/2001 prima pagina"
Il ritiro dal commercio dei farmaci a base di Cerivastatina ha fatto emergere finalmene un fenomeno che ai medici di famiglia è ben noto: l'eccessiva medicalizzazione del nostro modo di vivere. Si pensa ormai che tutto si possa e si debba risolvere con il farmaco giusto e che qualsiasi malattia si possa prevenire con esami sempre piu' raffinati, costosi e, spesso, non privi di rischio. Si pensi solo a che dose di radiazioni si assorbono durante una Tac o altri esami radiologici complessi. L'allungamento della vita media degli italiani rappresenta un indubbio indicatore di un sistema sanitario efficiente e capillare ma comporta anche che i disturbi inevitabili dell'età vengano spesso interpretati dal paziente come patologie da trattare farmacologicamente. "Senectus ipsa morbus"- la vecchiaia è di per sè una malattia - dicevano i latini ma i loro discendenti credono fermamente che abbassare il colesterolo a qualsiasi età sia un fatto positivo. In realtà da alcuni anni nell'ambiente scientifico si sta discutendo sul colesterolo mettendone in discussione il ruolo negativo nella patologia aterosclerotica e nel rischio coronarico. E' certo comunque che nelle età geriatriche è del tutto inutile se non controproducente abbassare il colesterolo con farmaci. Esistono ormai mille canali di informazione ai quali i pazienti stessi possano accedere ma ogni individuo è un caso a se e quindi le generalizzazioni non sono possibili. Ancora una volta ritorna l'importanza di un corretto rapporto con il proprio medico curante. Questo rapporto dovrà presto subire una revisione in quanto dal 18 luglio di quest'anno la Commissione Europea ha abolito il divieto per i produttori di farmaci di realizzare campagne pubblicitarie sui famaci etici, quelli cioè che necessitano di ricetta. Già ora vediamo comparire in TV antiacidi, analgesici, antipiretici, ecc propagandati come la panacea per tanti disturbi. Cerchiamo di immaginare quale effetto potranno avere spot pubblicitari su farmaci che, come l'etimologia stessa della parola dice (farmacon in greco vuol dire veleno), non sono assolutamente privi di effetti collaterali. Il rischio enorme infatti è che il paziente arrivi dal medico con le idee fin troppo ( e falsamente) chiare su cosa farsi prescrivere, influenzato da non proprio disinteressati consigli per gli acquisti. Questa è già una realtà negli USA dove una promozione ben condotta sul piano della comunicazione ha determinato in cinque anni un incremento del 194% delle vendite americane di farmaci anticolesterolo, preceduti nelle vendite solo dagli antidepressivi e ansiolitici. Saremo in grado noi medici italiani di reggere a questo tipo di aggressività commerciale? Quanti esami inutili verranno ulteriormente richiesti? Quanti effetti collateali negativi dovremo aspettarci dai condizionamenti che gli spot inevitabilemente indurranno in un'opinione pubblica disorientata? Un dato già oggi è evidente: circa l'80% degli esami e delle visite specialistiche riguardano coloro che non pagano ticket avendo superato i 65 anni mentre è dimostrato che la prevenzione veramente efficace deve essere messa in atto molto prima di quell'età. I medici di famiglia sono pronti ed organizzati in rete telematica per fronteggiare il nuovo che avanza e dare corrette informazioni ai cittadini ma deve iniziare anche da parte pubblica una reale opera di comunicazione al pubblico che non abbia solo lo scopo di contenere i costi ma anche quello di evitare che altri cento casi Lipobay scoppino nei prossimi anni.
Francesco Prete
Segretario Regionale Federazione Italiana
Medici di Medicina Generale
Membro del Comitato Etico del DIMI Universita' di Genova
La FIMMG di Genova, venuta a conoscenza della denuncia all'autorita' giudiziaria di 28 medici per precrizioni di Buprenorfina non a scopo terapeutico (come riportano i giornali Genovesi di oggi) ha dato mandato al legale del Sindacato di tutelare gli interessi della categoria che da queste vicende riceve un danno morale che tende a vanificare tutto l'impegno che la stragrande maggioranza dei colleghi onesti dimostra nello svolgere correttamente l'attivita' professionale. Qualora se ne ravviseranno gli estremi i colleghi eventualmente iscritti alla FIMMG verranno sospesi in attesa di giudizio e verrà valutata dal Consiglio Provinciale l'opportunità di una costituzione come parte civile per il danno morale arrecato alla categoria.
Il più benevolo commento
all’articolo apparso su "IL SOLE 24 ORE" di Martedì 17
luglio 2001, pag. 23, dal titolo "Ssn, no delle farmacie alla distribuzione
diretta" relativo alla trattativa del rinnovo degli accordi convenzionali
triennali con il SSN, è la parafrasi del suggerimento sussurrato ai nostri
pazienti, da molti titolari di farmacie, all’introduzione delle note Cuf:
guardi che se il suo medico vuole può.
L’articolo viene riportato di seguito
per intero.
La Giornalista, Sara Todaro, termina l’articolo
con "Resta da vedere che ne penseranno i medici."
Potete immaginare cosa la pensano i medici,
il mio più benevolo commento è che i Farmacisti continuino a fare
i Farmacisti, così i Medici continueranno a fare i Medici.
Mario Pallavicino
da "IL SOLE 24 ORE - MARTEDI' 17 LUGLIO 2001 - N. 195 - P. 23"
SSN, no delle farmacie alla distribuzione diretta
ROMA – "No" alla
distribuzione diretta di farmaci da parte delle strutture pubbliche, scavalcando
il canale distributivo delle farmacie (strategia che inizia ad attrarre più
d’una Regione, strangolata dall’impennata della spesa farmaceutica
2001) e "no" alla privatizzazione selvaggia delle farmacie comunali.
Sono le due pregiudiziali irrinunciabili
cui Federfarma e Assofarma (le associazioni che rappresentano rispettivamente
le 15.443 farmacie private e le circa mille pubbliche attive sul territorio)
hanno subordinato la prosecuzione di una trattativa per il rinnovo degli accordi
convenzionali triennali con il SSN rivelatasi scoppiettante fin dalle prime
battute. "Le Regioni (vera controparte della trattativa che vede la Sanità
in un ruolo quasi esclusivamente notarile, ndr.) hanno bollato la piattaforma
presentata a inizio febbraio come troppo innivativa – spiega il presidente
Federfarma, Giorgio Siri – chiaro segnale della volontà di lasciarsi
le mani libere per iniziative da intraprendere sul proprio territorio, senza
controparti "scomode"". È in un clima caratterizzato dalla
voglia di decentramento, le rivendicazioni dei farmacisti non potevano non stimolare
una discussione.
Nei sei paragrafi che compongono il documento
figura una lista eterogenea di impegni da cui emerge con forza il bisogno di
una sempre maggior integrazione dei presidi nella struttura del SSN, di conferme
dell’esclusività in tema di assistenza farmaceutica territoriale
e di servizi complementari, di inserimento a pieno titolo anche negli uffici
di coordinamento e programmazione di livello regionale, aziendale e distrettuale.
Una delle principali novità sta
proprio nella rivendicazione di un ruolo di primo piano nel governo delle spese
farmaceutiche, espressa soavemente con la "disponibilità" a
dare una mano a realizzare risparmi "anche attraverso l’utilizzo
del farmaco galenico magistrale e del generico e col ricorso alla sostituzione
del medicinale (con un prodotto più economico equivalente a quello prescritto,
ndr.)". Indicazione, quest’ultima che avrebbe già suscitato
le sotterranee reazione della Farmindustria e che, a onor del vero, compare
solo nei criteri che si vorrebbero oggetto di dichiarazione preliminare all’accordo,
per poi dileguarsi nell’ambito dell’articolo.
E con la voglia di integrazione nel servizio
pubblico – documentata anche dalla richiesta di inserimento nei ruoli
dell’aggiornamento continuo con costi a carico del SSN – appare
anche l’offerta di un’ampia serie di possibili servizi (accompagnati
da un corrispettivo economico tutto da definire) che i farmacisti si dicono
pronti a garantire e che non trascurano nulla. Si va dal coinvolgimento nell’erogazione
dell’assistenza integrativa alla partecipazione nei progetti di Adi alla
pari con i medici, dalla raccolta di prenotazioni per visite ed esami all’assistenza
per le autoanalisi. Per finire con il capitolo spinoso della gestione delle
ricette "irregolari", con due richieste: distinguere la responsabilità
del prescrittore da quella del dispensatore e ampliare la possibilità
di spedire comunque la ricetta mancante di nota e controfirma. Resta da vedere
che ne penseranno i medici.
SARA TODARO
CONSIGLIO REGIONALE FIMMG DEL 12 LUGLIO 2001
Il Consiglio Regionale FIMMG
depreca lo spostamento dal 26 luglio al 9 agosto pv del Comitato Permanente
Regionale con all’ordine del giorno l’analisi del testo dell’Accordo
Integrativo Regionale per la medicina generale.
La delegazione della FIMMG, del tavolo di trattativa regionale, si impegna a
presentare al più presto le proprie deduzioni ed integrazioni alla bozza
del Piano Socio Sanitario Regionale , come richiestoci dall’Assessore
Micossi.
Il Consiglio Regionale FIMMG, all’unanimità, ha deciso di informare
e collaborare con le Associazioni che tutelano i diritti dei Cittadini Utenti
sulla mancata attuazione di quanto previsto dalla Legge 229/1999 di riforma
sanitaria e dalla Convenzione della Medicina Generale, DPR 270/2000. Preannuncia,
altresì per l’autunno, una serie di iniziative pubbliche per sensibilizzare
i Cittadini Utenti sul mancato rispetto dei loro diritti.
Il Consiglio Regionale FIMMG invita i colleghi,
che intendono presentare domanda per l’attuazione delle nuove forme di
associazionismo secondo l’art. 40 del DPR 270/2000, ad interpellare le
proprie segreterie provinciali onde verificare la congruità ai requisiti
stabiliti dal DPR stesso.
Si invitano i Soci Fimmg a controllare
attentamente i riepiloghi mensili delle scelte e revoche, inviati dalle ASL,
perché a diversi colleghi sono attuate trattenute oltre le dodici mensilità
previste dalla Convenzione e dall’Accordo integrativo regionale. In tale
caso si invitano i Soci a segnalarlo immediatamente alla propria Sezione Provinciale
e alla Segreteria Regionale del Sindacato.
Un comportamento del genere da parete delle
ASL e da parte di chi gestisce l’anagrafica sanitaria è contrario
agli accordi stipulati con la Regione e potrebbe portare a conseguenze molto
onerose per i MMG.
Il Consiglio Regionale FIMMG
Mario Pallavicino
COMUNICATO PER GLI EX SPECIALIZZANDI
Si viene a conoscenza che da
circa un mese alcune società legali propongono, a medici che hanno frequentato
corsi di specialità fra il 1983 e il 1991, di aderire a vertenze collettive
per ottenere il riconoscimento della retribuzione di detta frequenza, come da
sentenza della Corte di giustizia europea, V sezione del 25.2.99 procedimento
n. C.131/97.
La FIMMG rende noto che già i propi
legali seguono attentamente questo problema, e consigliano i propri iscritti
(pur nella libera scelta di ognuno) a non prestare attenzione a queste richieste,
ma ad uniformarsi alla circolare FIMMG Regionale del 12.2.2001 Prot.5148/MF/FP/ps,
e di attendere ulteriori comunicazioni sindacali al riguardo.
Vice Segretario Provinciale Imperia
Dott. Giovanni Amoretti
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA SOCI FIMMG ASL4
E' convocata per le ore 21 di mercoledì 11 luglio p.v. l'Assemblea dei soci FIMMG della ASL4 Chiavarese che si terrà presso la Scuola Infermieri - Gianelline a Monte - V. Gianelli 3 Chiavari, con il seguente ordine del giorno:
Parteciperanno all'incontro anche i Medici Funzionari
della ASL.
Si prega di non mancare.
Cordiali saluti.
Vice Segretario Provinciale Dott. Mario Pallavicino
Il segretario Provinciale
Dott. Franco Prete
DOVEROSA PRECISAZIONE INERENTE PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE, AASSLL E FIMMG
La Regione Liguria ha inviato,
erroneamente, per l’immissione in rete il testo del protocollo di intesa
in merito alle linee di indirizzo per gli Accordi regionali non ancora completato
in ogni sua parte. In particolare, la versione definitiva dell'ultimo capoverso
recita: " Le singole Aziende possono prevedere, nei limiti generali stabiliti
per l'acquisto di prestazioni a regime libero professionale, di utilizzare la
collaborazione dei medici di medicina generale per prestazioni specialistiche
nell'ambito delle strutture aziendali, con le limitazioni e nell'ambito di quanto
previsto dall'articolo 44 del DPR 270/00, e solo dopo aver attivato le procedure
previste dal DPR 271/00 dal vigente Contratto Collettivo Nazionale di lavoro
dell'area relativa alla dirigenza medica e veterinaria dei SSN a dal DPCM 27
marzo 2000 "Atto di indirizza e coordinamento concernente l'attività
libero professionale intramuraria del personale della dirigenza sanitaria dei
SSN".
In sintesi e fuor di burocratese questo
dispositivo consentirà ai medici che volontariamente desiderino valorizzare
il loro titolo accademico di specialista di stipulare accordi di tipo libero
professionale con le AASSLL, ovviamente dopo che le Aziende abbiano espletato
tutte le prassi previste dai contratti dei medici dipendenti e delle convenzioni
degli specialisti convenzionati. Non esistono, quindi, i presupposti per nessun
tipo di conflittualità tra medici e viene comunque garantita la totale
volontarietà di ogni decisione in merito. Si precisa inoltre che tutto
quanto verrà elaborato nella trattativa sindacale per l'Accordo integrativo
per la medicina generale in Liguria verrà sottoposto, per il parere deontologico,
all'Ordine dei Medici della città capoluogo regionale.
Per maggiore chiarezza pubblichiamo di
seguito il testo opportunamente corretto.
Dott. Mario Pallavicino
PROTOCOLLO DI INTESA PER LA DEFINIZIONE DELLE LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI DELLA MEDICINA GENERALE
Si richiama il D.P.R. 28 luglio
2000 n. 270 "Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti
con i medici di medicina generale" , che nella sua dichiarazione preliminare
sottolinea il ruolo innovativo delle Regioni nell’ambito del generale
contesto di riordino del servizio sanitario nazionale e della specifica riorganizzazione
dell’area della medicina generale.
In tale contesto il medico di medicina
generale viene considerato come parte attiva, qualificante ed integrata del
servizio sanitario nazionale, al quale sono affidati compiti miranti ad assicurare
uniformi livelli di assistenza a tutti i cittadini, nell’ambito della
pianificazione sanitaria nazionale e della programmazione regionale, in una
visione promozionale della salute.
Con gli strumenti della contrattazione
decentrata si realizzano i livelli assistenziali aggiuntivi previsti dalla programmazione
regionale e si indicano le modalità per l’armonizzazione delle
attività di medicina generale assicurate dalle Aziende.
Si prende atto delle trattative per la
definizione dei contenuti degli accordi regionali, in corso presso il Comitato
Regionale Permanente, ex articolo 12 del D.P.R. 270/00.
In vista di un ampio coinvolgimento dei
medici di medicina generale nella organizzazione distrettuale e della loro partecipazione
alle attività aziendali, è prevista la predisposizione, da parte
delle singole Aziende, con il concorso dei Comitati Aziendali della medicina
convenzionata e di rappresentanti del personale dipendente direttamente interessato,
di progetti di sperimentazione distrettuale, nell’ambito delle linee di
indirizzo e dei vincoli stabiliti dal Piano Sociosanitario Regionale. I progetti
devono pervenire al Comitato Regionale della Medicina Generale per la validazione
dei loro contenuti e lo specifico esame degli indicatori di verifica dei risultati.
Dovranno essere assunte idonee iniziative
volte ad uniformare modalità e tempi delle verifiche aziendali relative
alle prescrizioni specialistiche e farmaceutiche, con particolare riferimento
a quelle soggette alle note CUF.
La Regione Liguria, le Aziende UU.SS.LL.
e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale riconoscono il
valore e l’importanza delle forme associative previste dall’articolo
40 dell’accordo collettivo nazionale. Conseguentemente, la Regione intende
incentivare le esperienze di associazionismo, in particolare la medicina in
rete e la medicina di gruppo, che garantiscono un servizio migliore agli assistiti
ed in questa logica promuove il superamento delle percentuali minime indicate
nell’accordo nazionale, riservando ad apposita valutazione il superamento
della percentuale massima prevista per la medicina in associazione.
llo scopo di garantire lo snellimento e
l’uniformità di applicazione delle procedure relative agli istituti
dell’associazionismo, le percentuali previste per il riconoscimento delle
associazioni devono essere calcolate a livello aziendale.
E’ riconosciuta a ciascuna Azienda
la possibilità di acquistare presso le associazioni di medici convenzionate
e presso cooperative mediche regolarmente costituite prestazioni sociosanitarie
e prestazioni specialistiche, qualora le prestazioni offerte dalle strutture
dipendenti non siano pienamente rispondenti al fabbisogno aziendale.
Le Aziende potranno inoltre concordare
con le associazioni dei medici convenzionati particolari protocolli assistenziali
relativi a patologie diffuse destinando le risorse conseguentemente risparmiate,
per effetto della soppressione di analoghe forme di monitoraggio operanti all’interno
delle strutture aziendali o per diminuzione dei ricoveri impropri, a servizi
destinati ai medici associati.
Le parti riconoscono il valore delle attività
correlate al riconoscimento degli istituti economici del collaboratore di studio
e del personale infermieristico ed allo scopo di garantire lo snellimento e
l’uniformità delle procedure applicative, concordano di calcolare
le percentuali prevista dall’accordo nazionale a livello aziendale, con
possibilità di superamento delle stesse nell’ambito di appositi
progetti obiettivo che prevedano modalità operative ed idonei indicatori
di risultato.
Le parti riconoscono il valore e l’importanza
del servizio dei medici di continuità assistenziale e di quello dei medici
addetti alla medicina dei servizi nell’ambito delle attività della
medicina generale e concordano nel riconoscimento di incentivazioni economiche
ai medici delle continuità assistenziale, nell’ambito di progetti
aziendali che li coinvolgano nella gestione distrettuale, con particolare riferimento
alle prestazioni di telemedicina che consentano il superamento dei ricoveri
impropri.
Le singole Aziende possono prevedere, nei
limiti generali stabiliti per l’acquisto di prestazioni a regime libero
professionale, di utilizzare la collaborazione di medici di medicina generale
per prestazioni specialistiche nell’ambito delle strutture aziendali,
con le limitazioni e nell’ambito di quanto previsto dall’articolo
44 del DPR 270/00e solo dopo aver attivato le procedure previste dal DPR 271/00,
dal vigente contratto collettivo nazionale nazionale di lavoro dell'area relativa
alla dipendenza medica e veterinaria del SSN e dal D.P.C.M. 27 marzo 2000 "atto
di indirizzo e coordinamento concernente l'attività libero professionale
intramuraria del personale della dirigenza sanitari del SSN".
L’Assessore Regionale alla
Sanità Dott. Micossi
F .I.M.M.G. Dott. Prete, Dott. Giusto,
Dott. Chiarito, DOtt. Granieri
Il Direttore Generale ASL 1 Dott. Barabino
Il Direttore Generale ASL 2 Dott. Fracassi
Il Direttore Generale ASL 3 Dott. Grasso
Il Direttore Generale ASL 4 Dott. Martiny
Il Direttore Generale ASL 5 Dott. Guadagni
FIRMATO PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE, AASSLL E FIMMG
E’ stato firmato giovedì
21 giugno u.s. dall’assessorato alla Sanità ligure, dai Direttori
Generali delle 5 ASL liguri e dalla Segretari Provinciali della FIMMG il "protocollo
di intesa per la definizione delle linee di indirizzo regionali della medicina
generale". Si tratta di un importate documento preliminare alla stesura
dell’Accordo integrativo regionale per la medicina generale; ed è
la linea guida del Comitato Permanente Regionale e dei Comitati Permanenti Aziendali.
Una particolare attenzione viene rivolta
a tutte le varie forme di associazionismo medico, anche a quelle più
complesse come le società di servizi, regolarmente costituite, capaci
di dare servizi sanitari alle ASL.
Alla continuità assistenziale, viene
riconosciuto un ruolo primario, con incentivazioni per l’uso di particolari
metodiche diagnostiche di telemedicina.
Segnale importante è l’univocità
di comportamenti sul controllo delle prescrizioni dei MMG su tutto il territorio
regionale.
Prendiamo atto della disponibilità
allo splafonamento sulle varie indennità (infermieristico, segretariale,
ecc) legato a progetti ben definiti.
Innovativo il concetto di libera professione,
secondo il quale le AASSLL possono acquistare prestazioni libero professionali
dai MMG, in maniera non strutturata.
Mi sembra che come regole del gioco, a
cui tutte le componenti di parte pubblica e sindacale dovranno attenersi, siano
chiare e innovative.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale
del protocollo di intesa.
Mario Pallavicino
PROTOCOLLO DI INTESA PER LA DEFINIZIONE DELLE LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI DELLA MEDICINA GENERALE
Si richiama il D.P.R. 28 luglio
2000 n. 270 "Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti
con i medici di medicina generale", che nella sua dichiarazione preliminare
sottolinea il ruolo innovativo delle Regioni nell’ambito del generale
contesto di riordino del servizio sanitario nazionale e della specifica riorganizzazione
dell’area della medicina generale;
In tale contesto il medico di medicina
generale viene considerato come parte attiva, qualificante ed integrata del
servizio sanitario naziona