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A ssociazione
Italiana
Malattia di
Alzheimer
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La demenza (o
malattia) di Alzheimer, colpisce in modo conclamato il 5% delle persone
giunte ai 65 anni e circa il 22% di quelle che hanno varcato gli 80. |
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Le caratteristiche
della malattia sono: la grave perdita della memoria, il disorientamento, la
progressiva riduzione delle capacità intellettive e il declino delle
abilità necessarie nella vita di tutti i giorni. |
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La malattia ha un
andamento cronico progressivo ed è ineluttabilmente ancora incurabile. |
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Non esistono (nel
Servizio Sanitario Nazionale) centri specializzati di ricovero né adeguato
personale di assistenza. Viene così lasciato largo spazio alle speculazioni
dei privati. |
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La totale
dipendenza del malato in ogni aspetto della vita quotidiana rende necessaria
un’assistenza di 24 ore al giorno. Oggi, nella stragrande maggioranza dei
casi, è la famiglia che ne sopporta totalmente il carico. |
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L’Associazione
Italiana Malattie di Alzheimer, costituita nel 1985, raccoglie congiunti e
operatori socio-sanitari coinvolti a qualsiasi titolo
nella gestione dei malati di Alzheimer. |
L’Associazione si
propone di:
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Favorire la
ricerca di forme assistenziali nuove che consentano il mantenimento dell’anziano
nella famiglia, affiancando ad essa dei centri diurni con caratteristiche
riabilitative, con lo scopo di limitare l’ulteriore deterioramento dell’anziano,
di impedirne l’istituzionalizzazione e di suggerire le scelte più
opportune per un migliore inserimento del demente nell’ambito familiare. |
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Dare un senso ed
uno scopo all’attività di chi assiste l’anziano demente, superando l’impotenza
e la frustrazione che spesso hanno il sopravvento. |
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Aiutare le
famiglie esprimendone le necessità: |
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riconoscimento
dell’invalidità civile al 100% ed erogazione dei relativi benefici,
dal momento della diagnosi
-
possibilità
di assistenza domiciliare con personale paramedico neuro-geriatrico
adeguatamente formato
-
apertura di
day-hospital specifici
-
disponibilità
di posti letto nelle strutture nosocomiali per le urgenze
-
creazioni di
comunità protette gestite anche dai familiari del paziente, per le
lungo-degenze
-
costituzione
di "gruppi di sostegno" per le famiglie.
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Diffondere
corrette informazioni sulla malattia. |
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Stimolare la
nascita di sezioni locali in grado di affrontare il "problema Alzheimer"
sul territorio. |
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Promuovere la
ricerca. |
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